POLITICA – Petraroia “La sfida per il cambiamento è alternativa al Pd”

faga gioielli venafro isernia cassino
ristorante il monsignore venafro
eventi tenuta santa cristina venafro
pasta La Molisana
Smaltimenti Sud
Maison Du Café Venafro
sanificazione disinfezione pulizia venafro isernia
stampa digitale pubblicità black&barry venafro

CAMPOBASSO – Una pietra nello stagno per cambiare la politica e ridare al centrosinistra evidentemente un’altra anima e un’altra marcia e quindi altri obiettivi.

Michele Petraroia da fuori del Pd e da qualche ora pronto a dare una mano all’aggregato di centrosinistra guidato da Ruta e Leva dal fronte della Sinistra italiana fa un’analisi di quello che succede in Italia con le inevitabili ricadute  in Molise.

Un’idea di politica elaborata da Renzi e dagi esperti di immagine che cavalca l’antipolitica e si organizza sul territorio con comitati elettorali che ruotano intorno alle figure forti che amministrano le istituzioni

“Ho vissuto sulla mia pelle – dice Petraroia – il mutamento genetico del PD che da formazione politica strutturata, aperta ed inclusiva, si è progressivamente trasformato in un aggregato di potere con una catena di comando che non tollerava perdite di tempo in confronti tra posizioni diverse. Le riunioni lunghe, articolate e profonde del preistorico Comitato Centrale del PCI sono state sostituite in modernissimi tweet mattutini del segretario nazionale. Allinearsi, credere, obbedire e tacere, senza coltivare dubbi, o avanzare proposte, chiedere chiarimenti e meno che mai sollecitare riunioni di organi di direzione del partito”

Poco dibattito e confronto anche in Molise

“In Molise – continua – un’Assemblea Regionale del PD avviata il 9 gennaio 2016 sulla valutazione politica di metà legislatura si è svolta a maggio 2017 ed ha trattato l’ipotesi di indire o meno nuove primarie per le prossime regionali. Sbaglia però chi pensa che questo problema sia una devianza molisana. Il tema si pone ovunque, e ha a che vedere con la nuova idea di partito elaborata da Matteo Renzi e dai suoi esperti di immagine, ovvero una formazione leggera, che cavalca l’antipolitica e si organizza sul territorio con comitati elettorali che ruotano intorno alle figure forti che amministrano le istituzioni.  La sfida per il cambiamento non è e non può essere un fatto locale, ma necessita di un’analisi sul blocco di potere che si è strutturato a Roma negli ultimi anni tra Denis Verdini, Angelino Alfano, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Un aggregato che ha approvato il Jobs Act per destrutturare i diritti del lavoro, ha ridotto le coperture per la sanità pubblica in favore della sanità convenzionata privata, ha riformato in negativo la scuola, ha innalzato a 67 anni l’età pensionabile, ha tolto le tasse sulla case dei ricchi, ha abbandonato il Sud al proprio destino, ha  erogato bonus a neomamme e studenti a prescindere dal reddito, ha dimezzato i fondi ai Patronati e ai Caaf, ha soppresso di fatto le Province, ha potenziato il ruolo della CONSIP su megappalti nei servizi della Pubblica Amministrazione, ha agevolato la gestione privata dell’acqua pubblica e le imprese produttrici di energia interessate a trivellazioni sia a terra che entro le 12 miglia dalla costa, ha finanziato le banche dissestate e tagliato i servizi sociali, i distacchi sindacali, i fondi per le case popolari, per la sicurezza nelle scuole e per la manutenzione delle strade. Il blocco di potere nazionale che tutela macro-interessi di simili proporzioni, sostiene ovviamente dei governi regionali disposti ad allinearsi a queste pratiche”

Sulle ultime normative locali blindate da leggi nazionali non è un caso che il Governo centrale si sia comportato così come ha fatto

“E’ stato il Governo Renzi-Gentiloni  – conclude Michele Petraroia – a trasformare il Piano Sanitario del Commissario ad acta in legge nazionale, e a non impugnare la legge regionale sulla gestione del servizio idrico integrato, solo per rimanere agli ultimi eventi più significativi. A Roma fa comodo disporre a proprio piacimento del futuro dei territori, per questo sostiene a spada tratta chi si allinea e stronca che dissente. Chi si propone di costruire un progetto politico alternativo, da sinistra o nella vecchia accezione del centrosinistra ulivista, non può che schierarsi con nettezza su posizioni opposte a quelle delle diverse sfumature di destra che vanno dal PD a Forza Italia. In assenza di una simile chiarezza sul piano dei contenuti, delle politiche e dei programmi, si rimane prigionieri della tattica privandosi di un orizzonte di ideali e di una strategia di medio-termine”

Un metodo evidentemente che abbatte il coinvolgimento della politica più ampia e più complessa e le aggregazioni sociali diffuse e spesso non riconosciute per dirigersi ad una maniera massimalista forse utile per eliminare e quindi semplificare tavoli tecnici, taske force, Comitati e quant’altro che non finivano mai di riunirsi e di aggiornarsi e di consumare date del calendario senza arrivare a nulla di concreto in tempi ristretti o contenuti rispetto a temi e situazioni che certamente hanno bisogno di concertazione luoghi e atteggiamenti che non possono contemplare le risse ideologiche o quelle prese di posizione spesso più fumose e personali che orientate agli interessi della collettività.

                                                                            Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Facebooktwittergoogle_plusmail

Pubblicità »

panettone artigianele natale di caprio
faga gioielli venafro isernia cassino
venafro farmaciadelcorso glutenfree
colacem
panettone di caprio

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

PUBBLICITA’

Pubblicità »

panettone artigianele natale di caprio
colacem
faga gioielli venafro isernia cassino
venafro farmaciadelcorso glutenfree
panettone di caprio

resta aggiornato »

WhatsApp Molise Network

LAVORA CON NOI »

aziende in molise »

error: