VENAFRO – Rava San Bartolomeo e laghetto, indecorosa manutenzione

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VENAFRO – Uno spettacolo  nient’affatto bello! E’ quello offerto a Venafro dal torrente Rava, le cui acque quasi non si vedono più data la vegetazione abbondantissima che lo ricoprono, il fiume San Bartolomeo, nei primi metri di corso sommerso a sua volta da verde a josa non rimosso da tempo, ed il laghetto di corso Lucenteforte,  pieno zeppo di alghe che non lo rendono affatto attraente.

Tre siti d’acqua in città, potenzialmente attraenti, suggestivi e come tali da tenere in perfetto stato nel presente periodo estivo al fine di attirare turisti e visitatori, ma in condizioni tutt’altro che presentabili. Una breve carrellata su tali desolanti spettacoli.

Il Rava, lungo il quale vivono decine di famiglie e quotidianamente passeggiano o corrono centinaia di persone, appena se ne intravedono le acque causa la vegetazione agli argini e nel letto che ha preso il sopravvento. E siffatta vegetazione, oltre che cancellare e ricoprire le acque, è decisamente pericolosa perché è ricettacolo di animali di vario genere, serpenti in primis! E la gente che abita, lavora o cammina nei pressi è decisamente impaurita! Interverrà il competente Consorzio di Bonifica? Si attendono risposte, o meglio si attende pulizia!

I primi metri del San Bartolomeo, che nasce nel cuore di Venafro: sono la desolazione più assoluta, lo spettacolo più indecente che si possa immaginare! Vegetazione a josa cresciuta a dismisura nel letto e lungo gli argini fluviali, senza che nessuno si decida all’intervento di pulizia. E la cosa brutta é che siffatto “spettacolo” è sotto gli occhi di tutti lungo il lato ovest della Colonia Giulia, strada trafficatissima che accoglie il traffico interregionale in arrivo dal Lazio o in uscita dal Molise; un quadro cioè offerto a tanti forestieri di passaggio, che di sicuro non esprimeranno pareri lusinghieri su Venafro…!

La chiusura col laghetto di Corso Lucenteforte, generato a sua volta dalle acque sorgive del San Bartolomeo: ebbene tale suggestivo specchio d’acqua, tanto ammirato da visitatori, turisti e forestieri, e che impreziosisce il quartiere Ciaraffella e la Palazzina Liberty che vi si specchia, è di nuovo in balìa di alghe, rifiuti e sporcizia di vario tipo, un mix che di certo non rende attraente tali acque ma tutt’altro!

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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