AUTOVELOX – Fiadel e Comitato Pro Trignina contro la Prefettura: ‘Apparecchi illegittimi’

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ISERNIA – ‘La Prefettura di Isernia sostenendo, infondatamente e temerariamente, la legittimità dei due autovelox a postazione fissa, installati lungo la strada statale 85 direzione Napoli dal comune di Macchia d’Isernia al km 36 + 777 e dal Comune di Sesto Campano al km 12 + 440, gestiti entrambi da una ditta che aveva preso accordi con la Prefettura stessa, è stata puntualmente smentita dalla magistratura civile che, sia in primo che in secondo grado, ne ha sentenziato l’illegittimità’.

Sugli autovelox irregolari tornano all’attacco le associazioni Fiadel e Comitato Pro Trignina, che questa volta fanno appello al ministro dell’Interno affinché ‘voglia intervenire per le proprie competenze’.

‘La Prefettura – affermano Turdò e Di Schiavi – non ha adottato i dovuti provvedimenti per lo smantellamento degli apparecchi, non ha fatto come fece la dottoressa Caterina Valente nell’anno 2011 quando, nella sua qualità di prefetto f.f. della Prefettura di Isernia, dopo aver accertato personalmente che gli autovelox installati dal Comune di Isernia e dal Comune di Cantalupo nel Sannio erano illegittimi, ne ordinò immediatamente la rimozione. Nulla di questo ha fatto il prefetto di Isernia, anzi continua a garantirne la tenuta in vita e con ciò determina anche una sorta di discriminazione, atteso che i Comuni di Isernia e Cantalupo sono stati costretti a smantellare i loro apparecchi, mentre Macchia e Sesto Campano continuano a tenerlo in vita e ad incassare i soldi con un attività illegittima. Inoltre la Prefettura di Isernia dopo essere stata condannata dal giudice di pace a risarcire i ricorrenti, ad oggi ancora non provvede, ed anche in questo caso il suo comportamento non appare regolare’.

Le associazioni diffidano la Prefettura a risarcire i ricorrenti della somma, che il giudice ha stabilito in sentenza, entro il termine di 30 giorni. In caso contrario le associazioni Comitato pro Trignina e l’associazione sindacale Fiadel affiancheranno i ricorrenti per la tutela legale dei loro diritti, in ogni sede di giustizia.

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