SOCIETA’ – Pensionati esasperati da tasse e bollette varie, impossibile andare avanti così

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VENAFRO – Ormai è un grido d’allarme, addirittura un’autentica impossibilità ad andare avanti per le categorie più deboli sotto il profilo finanziario, ossia per quanti percepiscono pensioni minime sociali.

Il grido, che sa tanto di disperazione e che si riferisce all’impossibilità materiale di fronteggiare tasse ed avvisi mensili di pagamento di questo o di quell’altro onere, arriva da Venafro e ne sono protagonisti coloro che appartengono alle fasce sociali economicamente più modeste.

Ecco le loro rimostranze: “Non ce la facciamo più -affermano tanti pensionati- e cominciamo a capire, pur non giustificandoli, i gesti estremi di pensionati  impossibilitati con le loro minime entrate mensili a far fronte ai ripetuti avvisi di pagamento che il postino ogni mese consegna.

Non è vita questa! Dobbiamo centellinare tutto in casa e nel corso delle giornate per pagare questo e quell’altro! Chiediamo interventi a tutela delle categorie più deboli e svantaggiate, ossia per quanti di noi cercano di sopravvivere con le pensioni minime sociali. Abbiamo lavorato una vita, abbiamo fatto sacrifici, abbiamo dato tanto a questa società ed oggi, da anziani, chiediamo solo serenità e tranquillità! Ma tasse, avvisi, bollette e scadenze di pagamenti ci tolgono anche l’aria da respirare, rendendo un tormento questi nostri ultimi anni di esistenza.

La politica nazionale, che tanto spende e spande per se stessa e per determinate categorie, doverosamente deve raccogliere il grido d’allarme dei pensionati di tutt’Italia e finalmente garantire loro la tranquillità smarrita da tempo per colpa di un sistema fiscale assolutamente impossibile a fronteggiare da noi appartenenti alle fasce più deboli e modeste sotto il profilo finanziario”.

E mentre si attende… la manna dal cielo, ossia l’agognatissimo intervento politico a tutela di chi non ha e non può, il “povero cristo” del pensionato raggiunge suo malgrado l’ufficio postale del proprio Comune e disciplinatamente, seppure a malincuore, paga quanto gli si chiede, non importa se deve poi rinunciare addirittura anche ad un fresco gelato al limone -che nel periodo sarebbe oltremodo gradito- pur di arrivare a fine mese.

Tonino Atella

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