CAMPOBASSO – La posizione di fanalino di coda tra i piccoli Atenei assegnata all’Università del Molise dal Censis ha acceso un ampio dibattito sull’argomento in loco e soprattutto in campo nazionale per la diffusione dell’indagine e del giudizio da parte di molta stampa nazionale.
Una valutazione che alla vigilia delle immatricolazioni e quindi per la scelta delle nuove sedi universitarie per i neo diplomati non giova all’Unimol.
La Flc Cgil del Molise pertanto precisa “La FLC CGIL lo ha detto più volte e lo ribadiamo ancora: non esiste alcun criterio scientifico nell’elaborazione delle graduatorie per gli atenei. Esiste però una certezza: in questi anni le poche risorse dell’università sono state distribuite a favore di alcune università penalizzando gran parte del sistema e contribuendo ad indebolirlo. In sostanza i tagli sono stati ripartiti in modo disuguale colpendo le aree più deboli a partire dal Mezzogiorno, ma non solo. Nessuno nega che esistono patologie nel sistema universitario ma le cicliche “giornalate” e le opinabili classifiche sono state in questi anni lo strumento per legittimare tagli impensabili in qualunque altro paese, e interventi normativi i cui effetti deleteri ormai non nega nessuno”
Naturalmente l’accanimento verso i piccoli Atenei del Sud non fa altro che trasferire molti giovani da qui al Nord dove spesso ci rimangono impoverendo sempre più il tessuto sociale produttivo culturale locale.
“Nel 2016 sono stati 25mila gli immatricolati del Sud in atenei del Nord, il 10% sull’intera massa degli studenti, ma il 30 se si considerano solo quelli meridionali. E poiché il sistema universitario è stato congegnato come un cane che si morde la coda, meno iscritti uguale a meno risorse, e meno risorse uguale a minore offerta formativa. In tal senso, rappresenta una buona notizia l’aumento del numero degli immatricolati nell’ateneo molisano, che testimonia una realtà diversa da come la si vuole rappresentare. Nei periodi di crisi l’Università del territorio rappresenta l’unica opportunità (o speranza) di ascensore sociale x tanti giovani e tante famiglie strette nella morsa della recessione e dell’indigenza.
Quando finirà questa retorica dell’eccellenza funzionale a precisi interessi territoriali che si sostanzia nei fatti verso un attacco a tutto il sistema universitario? la domanda e la risposta se la pongono la stessa Flc Cgil Molise
“Quando alcune Università saranno costrette a chiudere? Davvero questo si vuole? E i media nazionali non si fanno, loro malgrado, complici, dal momento che difficilmente raccontano la verità complessa e articolata del sistema? Il fatto è che esiste, e lo abbiamo denunciato ormai da anni, un vero e proprio allarme per l’alta formazione universitaria, che colpisce in modo violentissimo proprio il Mezzogiorno e le aree depresse del Paese, suscitato proprio da quella barocca e inefficace ideologia della “eccellenza” e del “merito”, che crea inutili competizioni tra atenei, inutili sfide, inutili graduatorie. Quando finalmente anche l’opinione pubblica sarà in grado di considerare un docente, un dipendente, un laureato, uno studente della Federico II di Napoli o dell’Università degli studi del Molise (giunte ultime, rispettivamente , tra le università grandi e le università piccole) degni della stessa autorevolezza e dello stesso rispetto accademico e scientifico degli altri, allora saremo davvero fuori dall’allarme”.
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