INNOVAZIONE – A Castel del Giudice la 1^cooperativa di Comunità agricola del Molise

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CAMPOBASSO – È stata presentata dal sindaco di Castel del Giudice, Lino Gentile, a Treia (MC) in occasione del Festival della Soft Economy di Symbola – Fondazione per le qualità italiane – la prima Cooperativa di Comunità Agricola del Molise,  nata nel borgo alto molisano.

Il primo cittadino è stato il 5 luglio protagonista di uno dei tre tavoli di lavoro dedicati al tema dello sviluppo delle aree interne, che grazie a pratiche virtuose e sostenibili diventano “green community”. In particolare, Lino Gentile, nell’ambito dell’appuntamento organizzato da Symbola con Legambiente e la Fondazione Montagne Italia, è stato al centro del panel sulle “comunità creative e accoglienti, tra cultura, inclusione, partecipazione ed innovazione sociale”.

Un argomento che vede in Castel del Giudice un esempio a livello nazionale, grazie alle efficaci politiche messe in atto negli ultimi anni, per lo sviluppo agricolo, economico e sociale del territorio, tra cui il meleto biologico e l’albergo diffuso nato da stalle in disuso. «La montagna va interpretata come opportunità – ha sottolineato il sindaco alla platea di rappresentanti istituzionali di tutta Italia – facendo innovazione con la legge e puntando all’inclusione sociale.

Le aree interne vanno guardate con occhi nuovi, superando i vecchi modelli e trasformando i punti di debolezza in punti di forza. Devono essere luogo di piccoli laboratori sociali e gestionali, coinvolgendo direttamente i cittadini nelle scelte di sviluppo». Di qui la presentazione di Artemisia, che non a caso porta il nome di una pianta resiliente.

È la prima Cooperativa di Comunità Agricola del Molise e darà lavoro a cinque giovani under 35 di Castel del Giudice, includendo in attività lavorative anche le quattro famiglie di migranti che da qualche mese sono in paese grazie al progetto Sprar a cui ha aderito il Comune.

«Il progetto nasce dall’idea di mettere al centro da una parte le persone della comunità che partecipa attivamente e dall’altra il territorio – spiega la presidente di Artemisia Náthalie Scaffidi Militone –. Tra settembre ed ottobre i terreni ora in stato di abbandono saranno già pronti per essere lavorati, al fine di far crescere piante di frutti di bosco. Sarà creato anche un laboratorio per la trasformazione in marmellate, composte e succhi di frutta. E c’è l’idea di trasformare una vecchia stalla in fattoria didattica. Altri saranno adibiti alla crescita di erbe spontanee, aromatiche ed officinali».

Un progetto che vede anche l’impegno del Comune di Castel del Giudice, con il finanziamento di 20mila euro, e la partnership di Slow Food Italia, Legambiente e Legacoop, al fine di creare un modello replicabile anche in altri paesi delle aree interne italiane.

Dopo l’appuntamento di Treia, Lino Gentile si è recato a Roma, dove il 6 luglio ha partecipato alla Camera dei Deputati, come vicepresidente dell’Associazione nazionale di enti locali e regioni Città del Bio, alla presentazione di un nuovo testo di legge sull’agricoltura biologica. Presenti il presidente di Città del Bio Antonio Ferrentino, il viceministro delle risorse agricole Andrea Olivero e i presidenti delle commissioni agricoltura della Camera, Luca Sani, e del Senato Roberto Formigoni.

La proposta di legge a firma Florio-Cenni, votata all’unanimità alla Camera e che a settembre sarà al vaglio del Senato, è relativa alle “disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”.

«Un’opportunità per la Regione Molise – spiega Lino Gentile – perché concepisce l’agricoltura biologica anche come valorizzazione dei territori. L’agricoltura da tecnica colturale diventa approccio culturale».

Altra opportunità, grazie all’impulso dato da Città del Bio, è la costituzione di biodistretti in Italia, grazie ai quali i territori potranno fare squadra per fini e valorizzazioni condivise, e la creazione di una rete europea Organic Cities Network Europe, che sarà istituita in autunno a Parigi con lo scopo di stimolare, attraverso il coinvolgimento di città e comuni sensibili ai temi della qualità e sicurezza alimentare, della filiera corta, della difesa della biodiversità, dell’ambiente e dell’educazione alimentare, un diverso rapporto tra città e campagna ed una nuova politica agroalimentare europea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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