TRASPORTO SU FERRO – Situazione inestricabile, si intervenga subito. Si affaccia al problema la Cgil

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CAMPOBASSO – Una situazione di caos nel sistema ferroviario forse mai registrata prima. Anche l’altro giorno via cricis per i viaggiatori verso Roma che hanno dovuto cambiare due treni per arrivare nella capitale con un paio di ore di ritardo.

Una situazione che non si riesce a governare dalla Regione evidentemente, se è vero come è vero, che le proteste dell’assessore Nagni sono tante e quotidiane sui tavoli romani.

E allora se esiste un contratto di servizio tra Trenitalia e la Regione e quindi di clausole e vincoli nella concessione di mezzi e personale e qualche giorno fa anche di una risoluzione di pregresso pari a circa 90 milioni di euro, multe quindi crediamo, poste, per punire disservizi e disagi che l’utenza soprattutto locale deve sopportare.

La dotazione tra l’altro di un solo treno inaugurato qualche giorno fa, lo Swing, non fa certamente primavera non risolve alcun problema in uno scenario più che problematico dove tutti i giorni per i viaggiatori si rappresentano sacrifici, situazioni intolleranti con sofferenze anche fisiche per la permanenza spesso di ore sui treni fermi lungo le tratte ferroviarie verso Napoli e Roma le uniche rimaste nell’offerta ai viaggiatori dove spesso non funziona neppure l’aria condizionata.

Un solo treno che comunque senza elettrificazione viaggia con gli stessi tempi dei vecchi vettori, va ad aggiungersi ad una dotazione obsoleta e pochissimo confortevole con tutte le conseguenze materiali e sociali comportate dai ritardi che vengono fuori alla conclusione delle corse quasi sempre fuori dagli orari previsti.

Un Molise che qui non sa farsi rispettare facciamo parte dell’Italia e come tale bisogna evidentemente essere autorevoli al massimo per riprendersi quello che rappresenta un servizio primario al pari della sanità dell’assistenza socioprevidenziale della sicurezza in generale etc.

Se non si è capaci in questa direzione si formi un commissariamento socio popolare, perché questa è una situazione diventata insopportabile, che riceva una delega istituzionale in tal senso per rappresentare una problematica di questo tipo.               

Aldo Ciaramella

E su questo problema si fa viva anche la Cgil trasporti con il suo segretario regionale Giorgio Simonetti

“In questi giorni abbiamo sentito molte voci levarsi a denunciare le evidenti  criticità dell’intero sistema ferroviario regionale; i limiti imposti dai vincoli e dalle difficoltà di quadratura dei bilanci delle Istituzioni Centrali e Locali, hanno compromesso seriamente la funzionalità  e la efficacia nell’intero, complesso, sistema dei Trasporti regionali ed in parte nazionale. Negli anni immediatamente trascorsi, per effetto della crisi mondiale ed a causa di incomprensibili e pesanti riduzioni di  risorse pubbliche a favore del Trasporto Pubblico Locale, si sono registrati effetti devastanti sul sistema ferroviario molisano, già segnato e caratterizzato da evidenti limiti strutturali e tecnologici.

Vorrei ricordare, nonostante i tanti pareri, anche autorevoli che si sono succeduti in questo periodo, che dal 2010 al 2013, anno in cui è stato istituito il Fondo Unico Statale per Il Trasporto Pubblico Locale, i tagli alla gestione dell’esercizio ferroviario hanno raggiunto incidenze elevate, toccando in alcune Regioni il 28%. Parliamo di riduzione di  esercizio corrente con  conseguente limitazione qualitativa e quantitativa dell’offerta, di ridotta fruibilità del Servizio e di perdita di alcune migliaia di posti di lavoro. E’ immaginabile che, se nella furia delle necessità di contenimento dei bilanci si attua una tale, forte riduzione, non resti capienza per contemplare investimenti per il miglioramento del Servizio e per l’occupazione”

Ma i “guai” esistono soprattutto in casa nostra.

“Per tornare ai guai di casa nostra – puntualizza Giorgio Simonetti segretario regionale della Cgil Trasporti – , è evidente ad ogni persona ragionevole che un solo treno, in attesa di altri due destinati alla nostra Rete ferroviaria, non avrebbe potuto risolvere definitivamente i limiti del nostro sistema ferroviario che permangono anche per le ragioni fin qui esposte. Tutti, anche la nostra O.S., si sono espressi favorevolmente rispetto all’evento di inaugurazione del nuovo treno, intendendo quella giornata come il momento di giro di boa, dell’inversione di tendenza, dell’avvio di nuovi e non rinviabili investimenti,  evidentemente non illudendosi della definitiva cessazione delle irregolarità. Ed avevamo ragione.  E le brutte notizie non arrivano mai da sole: ieri, la nostra Organizzazione ha chiuso negativamente il tentativo di conciliazione compiuto in Prefettura a Campobasso per i lavoratori della Ditta appaltatrice della pulizia dei treni. Permangono carenze nella dotazione organica dell’impianto e se non interverranno elementi ed argomenti utili al confronto ed al superamento della contrapposizione, attueremo azioni rivendicative adeguate”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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