AMBIENTE – Il no agli erbicidi a base di glifosato arriva anche dal Molise

Alessandro Mostaccio
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CAMPOBASSO – I cittadini europei hanno fatto sentire la propria voce! Oltre 1.300.000 firme sono state inviate ieri a tutte le autorità nazionali degli stati membri. Questi i numeri raggiunti dall’ice per dire no all’utilizzo del glifosato in europa. Un successo cui ha contributo anche il nostro paese con più di 73.000 firme.

La campagna ice stopglyphosate, sostenuta da una coalizione paneuropea di oltre 100 organizzazioni, tra cui movimento consumatori e l’altritalia ambiente, aveva l’obiettivo di raggiungere un milione di firme entro il 30 giugno scorso per vietare in europa gli erbicidi a base di glifosato, una sostanza messa in relazione con il cancro negli esseri umani e con il degrado degli ecosistemi; garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l’approvazione regolamentare dell’ue si basasse unicamente su studi pubblicati, commissionati dalle autorità pubbliche competenti anziché dall’industria dei pesticidi; fissare obiettivi di riduzione obbligatori per l’uso dei pesticidi al livello dell’ Unione europea.

“Ottimo questo primo risultato –afferma Alessandro Mostaccio, segretario generale mc-  ora continuiamo insieme a tenere alta l’attenzione su questo ‘dossier’, continuiamo a informare i consumatori sugli effetti dell’utilizzo del glifosato e a controllare i prossimi passi formali che i governi ue dovranno fare, compreso quello italiano. Sarà una battaglia ancora difficile e lunga, ma la consapevolezza sull’importanza di questa partita si sta diffondendo a macchia d’olio. insieme possiamo farcela!”

Anche il Molise ha contribuito al risultato raggiunto.

“L’esito di questo ice -ha detto Filippo Poleggi segretario generale de l’Altritalia ambiente- ci riempie di speranza, pur sapendo che la vertenza di fondo non è ancora risolta, speranza di poter realizzare la democrazia partecipata, di potersi far sentire, di confrontarsi con le istituzioni , di avere voce e uno strumento per tentare di suscitare riflessioni più profonde e maggiore consapevolezza in chi ci rappresenta nelle istituzioni democratiche”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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