SANITA’ – L’opposizione cerca altre vie per i ricorsi alla Corte costituzionale

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CAMPOBASSO – Sanità e soprattutto l’approvazione dell’articolo 34 bis con la manovrina in Parlamento sulla graticola in Consiglio regionale.

Dichiarazioni di fuoco da parte dell’opposizione e prese di posizione ancora indurite anche il giorno dopo quando si pensa a come procedere per riportare la legittimità dell’assemblea di palazzo D’Aimmo sulla riconsiderazione del programma sanitario regionale o forse a rimettere qualche correzione in campo e soprattutto sulla validità giurisdizionale circa le tematiche regionali di programmazione più importanti.

A fiancheggiare le valutazioni dell’opposzione in Consiglio c’è anche quella del Forum a difesa della sanità locale che chiede le dimissioni dell’assemblea incapace in un momento così politico e sociale nell’affrontare il problema della sanità che considerano svilita e ridotta rispetto ad un diritto di assistenza piena per tutti.

Le mozioni respinte dal Consiglio che impegnavano il presidente della Giunta ad impugnare l’art.34 bis del dl 50 del 2017 innanzi alla Corte costituzionale non essendo trascorsi ancora 60 giorni dalla pubblicazione ufficiale in quanto illegittimo perché lesivo della sfera di competenza regionale in materia di tutela della salute, provocano forti reazioni

L’ex presidente della Giunta regionale Michele Iorio cosi commenta il giorno dopo.

“La mozione presentata oggi in Consiglio regionale serviva a dare una sterzata alla vergogna subita dalla Regione Molise da parte del governo centrale. L’approvazione dell’articolo 34bis con la manovrina in Parlamento che ha trasformato in legge i Piani Operativi Sanitari è stata un’ingerenza dello Stato sulla Regione mai vista nella storia della Repubblica italiana. Approvando la mozione il Consiglio impegnava il presidente della Giunta regionale ad impugnare l’articolo 34bis davanti alla Corte Costituzionale per ripristinare un minimo di legalità su un provvedimento che, di fatto, ha commissariato l’intera assemblea legislativa molisana e che quindi non poteva passare alla chetichella.  In aula si scopre, per stessa ammissione del presidente della Regione e commissario ad acta alla sanità, che l’articolo 34bis non è stato un provvedimento subìto dal governo regionale ma addirittura condiviso. Una vera e propria bizzarria con cui si è negato ai consiglieri regionali di esprimersi in materia sanitaria. Così quel che è rimasto di questa maggioranza ormai allo stallo ha portato ad una situazione di parità: 10 a 10 e la mozione per il ricorso alla Suprema Corte non passa. Solo oggi ho capito come mai in questi anni non si è mai accolto il nostro invito di voler mediare e ridiscutere il Piano Sanitario: perché la proposta del Tavolo Tecnico di voler chiudere il 50% degli ospedali pubblici noi non l’avremmo mai lasciata passare. Che ci sia la necessità di fare un accordo per il Piano Operativo è indubbio, ma pensare che quello approvato con legge statale sia l’unico possibile è certamente opinabile. Sicuramente oggi, come eletti nella massima assemblea rappresentativa della Regione Molise, siamo impossibilitati ad intervenire in qualità di rappresentanti del popolo sovrano.”

Quindi ancora qualche speranza per Iorio.

“In ogni caso non è detta l’ultima parola – conclude Iorio –  vedremo se ci saranno altre strade da seguire e saremo al fianco di chiunque vorrà e potrà sostituirsi al Consiglio regionale per perseguire la via del ricorso costituzionale per difendere l’autonomia svenduta della Regione Molise e il diritto alla salute dei cittadini molisani”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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