SCUOLE SICURE – Tutti assenti. “Se non ci dovessero essere sviluppi, riconsegneremo nella mani del Prefetto le tessere elettorali”

scuola mascione
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CAMPOBASSO – Scuole sicure il problema del plesso di Mascione è un’altra castagna bollente tra le mani dell’amministrazione comunale di palazzo San Giorgio. Scuola da demolire, ha riferito qualche giorno fa il sindaco Battista, ma non si sa quando verrà abbattuta, dove trasferita e quindi quali locali andare ad occupare. Una situazione di estrema incertezza, di caos e di nessuna chiarezza soprattutto sulla programmazione dell’edilizia scolastica e sul risanamento di quegli edifici che per l’inizio dell’anno dovranno essere chiusi. Senza riferimenti nel tempo che possano dare tranquillità ad alunni genitori e personale e senza pertanto soluzioni certe con il rifiuto almeno per ora, come mesi addietro di provvedere alla sistemazione di moduli o di casette in legno in attesa di realizzare nuove scuole che richiedono comunque tempi abbastanza lunghi. Sulla questione dei moduli e casette ci siamo soffermati a lungo mesi addietro ritenendo che fossero scelte adeguate, idonee al caso e sicure, facili da ancorare a terra aspettando che le lungaggini burocratiche le progettazioni e quant’altro comprese le dispute e ogni tipo di valutazione politica possano frenare e ritardare  iter amministrativi e tecnici che invece dovrebbero procedere velocemente con atti e provvedimenti di assoluta precedenza e perciò con la massima speditezza. Ma al di la di questo, qui ci pare essere ancora al punto zero perché non esiste  un progetto complessivo su come risolvere la questione né come ripararla provvisoriamente all’imminenza di un anno scolastico appena finito ma che ricomincerà tra una quarantina di giorni.

Aldo Ciaramella

Il Comitato dei genitori della scuola Mascione di fronte a un quadro di assoluta precarietà attacca il governo cittadino e sottolinea:

“Chi governa la città di Campobasso ha la responsabilità di affrontare i problemi e trovare le soluzioni per risolverli. Sulla questione afferente la Scuola di Mascione, il sindaco Battista si è dimostrato inaffidabile. Dal giorno della chiusura, il 2 novembre 2016, Battista ha sempre sostenuto che occorreva attendere gli esiti dello studio di vulnerabilità sismica dell’Unimol, un modo per prendere tempo e non dare risposte. Non occorreva certo lo studio dell’Unimol per attestare che la Scuola di Mascione, come la maggior parte degli edifici scolastici di Campobasso, fosse sismicamente vulnerabile. Negli otto mesi trascorsi si poteva intervenire, se ci fosse stata la volontà politica di operare in tal senso, ma non lo si è fatto. Forse perché non c’erano risorse, o quelle che c’erano sono state spostate altrove, oppure perché, più semplicemente, i programmi dell’Amministrazione Battista vanno in altra direzione.

Ad ogni buon conto, ora che i risultati sono stati resi noti, dica Battista -puntualizzano Angelo Palladino Msssimo, Libertone e Salvatore Tronca rappresentanti della scuola di Mascione- per quale delle due soluzioni intende optare: per la prima, quella che lo studio reputa ottimale, che prevede la costruzione di un nuovo edificio scolastico, oppure per la seconda, costituita dalla programmazione di interventi strutturali sull’edificio esistente, che dovranno comunque garantirne l’adeguamento sismico. Qualunque delle due soluzioni l’Amministrazione scelga, si prevedono tempi decisamente lunghi, per cui è improcrastinabile reperire strutture in loco – ribadiamo in loco – dove i nostri ragazzi possano svolgere l’attività didattica. La situazione si è fatta preoccupante. Settembre è alle porte e per i nostri ragazzi si prospetta un nuovo anno di emergenza.

La soluzione che ci permettiamo di suggerire è il posizionamento di moduli prefabbricati sul campo sportivo, in un’area adiacente la scuola.

Nel sit in dello scorso 5 luglio – continuano -, il sindaco si era impegnato a convocare noi genitori nel giro di una settimana. Non lo abbiamo più sentito. Vano si è rivelato anche il coinvolgimento del senatore Roberto Ruta, da noi avvicinato perché potesse rappresentare e perorare al sindaco le nostre istanze. Anche in questo caso, non abbiamo ricevuto risposta. Spiace constatare che abbiamo dato fiducia elettoralmente a chi poi, nei fatti, delude le aspettative dei cittadini e non dà risposta alle loro richieste”.

Conclusione e volontà a continuare la lotta per Scuole sicure.

“Siamo amareggiati, stanchi, ma determinati a portare avanti le nostre sacrosante rivendicazioni per far valere i nostri diritti, quelli dei nostri figli. Se non ci dovessero essere sviluppi positivi ad horas, restituiremo le tessere elettorali che provvederemo a consegnare nelle mani di Sua Eccellenza il Prefetto di Campobasso”.

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