VENAFRO – Monte Corno e Parco Regionale dell’Olivo, disastroso incendio. Sorbo e Pesino attaccano

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VENAFRO – Dopo lo spavento della notte scorsa, il popolo del web si è scatenato per commentare l’accaduto con centinaia di foto.

Una in particolare ci ha colpito. E’ stata capace, la foto, non ce ne voglia il fotoamatore se l’abbiamo rubata, di raffigurare l’emblema del disastroso incendio.

Un incendio disastroso a Monte Corno e nel Parco Regionale dell’Olivo: abnegazione degli uomini di soccorso, siccità, ma pesanti responsabilità dei governi, nazionale e regionale. Così esordiscono in un comunicato congiunto, il Sindaco di Venafro Antonio Sorbo e il Presidente del Parco Regionale dell’olivo Emilio Pesino, che riportiamo di seguito.

“Sono almeno 14 giorni che le fiamme stanno divorando un’importante e vasta area tra Molise e Lazio. Un incendio ripresosi con effetti devastanti nella giornata di ieri, si è esteso su Monte Corno propagandosi verso il Parco Regionale dell’Olivo. La grave e prolungata siccità hanno creato condizioni estremamente favorevoli alla propagazione delle fiamme, ma per il disastro di Venafro, come per altri avvenuti in altre zone d’Italia non può essere considerata questa la sola causa.

Fermi restando l’abnegazione e l’impegno encomiabile dei Vigili del fuoco che ringraziamo, la ferrea dedizione della Delegazione dei Vigili del Fuoco in congedo, che ha contratto una specifica convenzione per l’antincendio con il Parco e ha un rapporto di stretta collaborazione con il Comune, sono innegabili gli effetti che la soppressione del Corpo Forestale dello Stato ha generato. Distratto spesso da altri compiti di ordine pubblico, ridotto nell’organico, al Gruppo Forestale dei Carabinieri è stata tolta la competenza della gestione degli incendi boschivi, sopprimendo così un’esperienza preziosa accumulata negli anni.

A ciò si aggiunga lo smantellamento della flotta elicotteristica del Corpo Forestale dello Stato che è stata suddivisa tra Vigili del Fuoco e Carabinieri, perdendo molto della sua vocazione originaria, con molti elicotteri tutt’ora fermi.

Si consideri l’estrema difficoltà della bonifica dell’incendio sviluppatosi ben due settimane fa sui monti sovrastanti Venafro e Conca Casale, a causa dell’orografia impervia del territorio, che avrebbe dovuto per questo motivo avvalersi di elicotteri; in realtà due sono giunti dalla Regione Lazio ed hanno operato finché l’incendio ha interessato anche il versante di quella Regione. Nessun elicottero, invece, dalla Regione Molise, che non ha contratto alcun tipo di convenzione per il servizio elicotteristico antincendio, attivo fino a pochi anni addietro. E’ venuto a mancare uno strumento fondamentale per lo spegnimento degli incendi, che si è avvalso saltuariamente e quindi inutilmente della flotta aerea antincendio, mai presente con continuità, per l’esiguo numero della flotta nazionale e per la concomitanza di altre emergenze.

E’ questa l’ennesima carenza nelle politiche di tutela del territorio da parte della Regione Molise, che non riesce neanche a finanziare il Parco regionale, unico istituito nella nostra Regione.
Tuttavia, pur nell’emergenza attuale non va sottaciuto quanto fatto recentemente dall’Ente Parco e dal Comune di Venafro, in tema di prevenzione. Il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Venafro, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale, le numerose sanzioni elevate dal Gruppo Forestale dei Carabinieri per la manutenzione degli oliveti in esecuzione del nuovo Regolamento approvato dall’attuale Amministrazione e il Premio istituito dal Parco per i migliori 15 oliveti dell’area, ne sono un esempio.

Di fronte a questo disastro immane, che ha mandato in fumo secoli di storia ed uno dei siti rurali storici più belli e importanti d’Italia, chiediamo alla Regione di mettere in campo immediatamente politiche e risorse per tutelare ulteriormente l’area olivetata di Venafro che rappresenta un patrimonio di inestimabile valore per l’intero Molise”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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