RAPINA IN BANCA – “Città deserta”, le riflessioni di un venafrano

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VENAFRO – Si può da una rapina a mano armata in banca, arrivare a dire e sostenere l’involuzione sociale della città?

giustino guarini

Ebbene secondo Giustino Guarini, venafrano attento alle cose di… casa propria (scusate il voluto gioco di parole) alias di Venafro, secondo il dr. Guarini -espressione amichevole tipica per alludere al nostro interlocutore- si può.

Ecco quanto argomenta l’amico.

“Lunedì pomeriggio, è notorio, intorno alle h 16,30 è stata perpetrata una rapina in un istituto di credito nel centro di Venafro, su cui sono in corso indagini per risalire agli autori. Saltate a pié pari questioni indagini e responsabilità penali di cui si stanno occupando le forze dell’ordine, c’è da dire che quanto successo ha dell’incredibile. Fuori dalla banca rapinata c’era un normalissimo scooter 50 con motore acceso e complice in attesa. Non un’auto di grossa cilindrata per darsi a fuga precipitosa, ma un semplice scooter 50! Fatta la rapina, i due rapinatori tranquillamente e con calma sono andati via, senza dare nell’occhio, per abbandonare successivamente il motorino dietro alcuni bidoni della spazzatura! Una cosa cioè facile facile! A questo punto ci si chiede: perché tale strategia? Questa quasi sicuramente è scaturita dalla precedente constatazione di una situazione ambientale venafrana favorevolissima. A quell’ora, come del resto in tante ore della giornata, a differenza di qualche anno orsono, quando la città era piena di vita, di scambi di solidarietà, di incontri e di momenti di vera venafranità, a quell’ora Venafro oggi è deserta, ossia è un paese che ormai non ha più stimoli, dove si è persa quella bella abitudine di uscire e socializzare. Un paese privato di un’intera generazione che ormai per ragioni di studio o di lavoro risiede altrove, immiserendo conseguentemente la vita sociale della loro città di origine”.

Il prosieguo della “ramanzina” del Guarini.

“Un paese, Venafro, dove le attività commerciali continuano a chiudere, dove i siti archeologici, le chiese di inestimabile valore ed altro continuano a rimanere sbarrati ed inaccessibili mentre potrebbero essere il volano di floride attività turistiche, dove l’ospedale SS Rosario che era il nostro fiore all’occhiello è di fatto scomparso, dove si sono perse le tracce dell’entusiasmo di un tempo e dove non ci sono più gli stimoli per recuperarlo, in modo da uscire dal momento di apatia che stiamo vivendo e subendo”.

La dura ma assai veritiera conclusione di Giustino Guarini.

Tutto a Venafro scorre nell’indifferenza generale! Questo è un fallimento”.

Tonino Atella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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