CINEMA – Il regista Francesco Bruni racconta la sua vita a Campobasso

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CAMPOBASSO – Il regista, Francesco Bruni, si è raccontato a un pubblico numeroso e attento in un affollata Villa de Capoa a Campobasso in occasione della rassegna cinematografica ‘Noi e gli altri’, promossa dall’assessorato alla Cultura e Pari Opportunità del capoluogo di regione e curata da Molise Cinema.

Prima della proiezione del suo ‘Tutto quello che vuoi’ e, subito dopo i cortometraggi ‘Fantasia’ e ‘Ratzinger vuole tornare’, Bruni ha avuto modo di svelare molto della sua professione al pubblico campobassano.

“Non ero mai stato in questa città”, ha esordito rivelando di aver appena finito di “gustare un’ottima braciola”. Una battuta con cui Bruni ha strappato un sorriso e un applauso al pubblico, prima di addentrarsi nella differenza tra il mestiere dello sceneggiatore e quello del regista. “Quando ti occupi della sceneggiatura – ha detto–  adatti il tutto in base alle esigenze del regista, mentre quando sono io ad avere questo ruolo, mi sento un po’ come se stessi costruendo un presepe. Quando ho una storia che mi piace faccio un film. La prima volta è accaduto con Scialla”, ha detto il regista, che spesso attinge le storie che racconta dall’ambito familiare, “mondo inesaudibile di sentimenti”.

Proprio Bruni che si è trovato a dirigere il figlio Arturo, in arte ‘DarkSide’, e la moglie, nella pellicola andata in scena nel capoluogo, ha svelato come l’idea di questo film sia stata ispirata al padre, magistralmente interpretato da Giuliano Montaldo, noto regista e sceneggiatore italiano. “Sono partito da una storia del tutto personale e poi mi sono accorto che il film aveva toccato il tema della memoria in una prospettiva più ampia. Quello della memoria storica e del suo rapporto con le nuove generazioni”.

Bruni si è, inoltre, soffermato sulla dicotomia tra i film che vincono i premi e quelli che, invece, diventano campioni di incassi. “In Italia – ha detto – c’è una cinematografia di alta qualità e poi un filone più commerciale. Ci sono i film che guadagnano, ma non sono apprezzati dalla critica e, quelli che vengono celebrati dagli esperti ma non arrivano a essere campioni di incassi. Credo che io mi trovi a metà: un po’ colto, un po’ popolare. Penso a come questo film sia uscito a maggio, un mese non ottimale per una pellicola, la quale ha ottenuto un grande successo e attualmente è in programmazione in tre cinema di Roma”.

Un accenno Bruni lo ha anche dedicato alla serie del Commissario Montalbano, i racconti e romanzi di Andrea Camilleri, che ha riadattato per la tv. “La televisione spesso ti obbliga a essere un po’ più didascalico e generalista. Si scrive per un pubblico distratto che mentre guarda lo schermo può star facendo tante altre cose e, allora, c’è bisogno spesso di riepilogare. Montalbano però è un prodotto che fa eccezione, anche perché in quel caso io mi sono attenuto a Camilleri”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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