“DOUJA D’OR” – Il Molise ad Asti nella vetrina italiana dei vini di qualità

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CAMPOBASSO – Il Molise nella vetrina delle eccellenze enologiche italiane con tanto di marchi di qualità.

A testimonianza del suo territorio vocato alla coltivazione di viti che danno vini di grande pregio e grazie alle politiche messe in campo dall’assessorato regionale delle politiche agricole che negli ultimi anni ha creduto nel settore impegnando risorse e ottenendo risultati e traguardi ragguardevoli che ovviamente hanno portato il Molise sul miglior mercato del vino svolgendo allo stesso tempo una politica e funzione di promozione locale di provata valenza.

Stamattina è stata presentata presso l’assessorato regionale all’agricoltura in via G.B. Vico alla presenza dell’assessore Facciolla e della responsabile locale Onav Carla Iorio, la partecipazione del Molise al 51° salone nazionale di vini selezionati programma “Douja D’Or” che si svolgerà ad Asti da venerdì prossimo al 17 settembre a cui hanno aderito oltre ad alcune cantine regionali produttrici di vini di alta qualità Catabbo vini  Agricola Gianfagna Angelo D’Uva vignauiolo Claudio Cipressi vignaiolo Campi Valerio Tenimenti Grieco e San Zenone, partner della gastronomia che si renderanno protagonisti nell’accoglienza del pubblico alle degustazioni delle proprie specialità e nella serata in cui è prevista una cena dedicata al Molise e chiaramente dove non mancherà il fior fiore della produzione enogastronomica regionale.

La “Douja D’Or”, come ha speigato l’assessore Facciolla in conferenza stampa, che prende il nome nel dialetto piemontese da un antico recipiente utilizzato per travasare e conservare il vino, è stata ideata nel 1967 diventando negli anni una delle più prestigiose fiere mercato del vino italiano. Qui vengono presentati in degustazione e in vendita centinaia di vini Doc e Docg selezionati dagli esperti dell’Onav con il concorso nazionale “Premio Douja D’Or”.

Tra i premiati spiccano gli Oscar della Douja D’or vini di assoluta eccellenza insigniti della brocca dorata che simboleggia la manifestazione.

Il Molise partecipa insieme ad altre 10 regioni italiane con il proposito di allargare la massima conoscenza delle sue specificità  che vanno ovviamente dalla Tintilia al Trebbiano alla Falanghina ai rosatelli e Montepulciano e ad alcune novità specialità presentate per la prima volta quest’anno a Asti.

Quindi una “passerella di prestigio per mostrare e illustrare le eccellenze enologiche regionali -ha detto Facciolla- che sono delle Doc straordinarie prodotte in un territorio paesaggisticamente unico e incontaminato”.

La Iorio dell’Onav è stata felicissima nell’annunciare come per la seconda volta il Molise sia stato invitato alla manifestazione dalla Camera di commercio di Asti a dimostrazione dell’attenzione che si ha verso i vini del Molise visitato successivamente da visitatori della Fiera e quindi protagonisti di un turismo derivato  interessante e spesso interessato anche per l’acquisto o l’ordinazione di vini del posto.

Come è stato riferito, la serata del Molise con è fissata a sabato 9 settembre con cena a base di prodotti e naturalmente vini locali delle aziende presenti in Piemonte. Serata perciò a tema dal titolo “Storia di vino: il Molise”.

Regione quest’ultima che oramai selezionale gli appuntamenti del grande circuito delle Mostre fiere accettando quelle che hanno un certo prestigio, che contano e che possono avere ricadute positive tra gli operatoti e quindi sulla promozione locale.

Facciolla in questo senso ha ribadito che la politica regionale ha svolto scelte molto mirate in questa direzione avallando la partecipazione a eventi importanti puntando qui le risorse della programmazione settoriale di settore. Fuori la  parcellizzazione le economie e fondi su tanti eventi che in passato non hanno portato ritorni tangibili.

L’assessore all’agricoltura ricordando, poi, come il Molise susciti grande interesse nel campo dell’agroalimentare, non ha mancato di fare passaggi sulla spesa del programma di sviluppo rurale.

Dichiarando che la Regione Molise è quella tra le regioni italiane che ha impegnato più di tutti le risorse a disposzione 170 milioni su 200 milioni  con un avanzamento della spesa di “circa l’85% capace di aver fatto aumentare dell’11% gli addetti in agricoltura. Toccando anche l’agricoltura e quindi la vitivinicoltura di qualità Facciolla ha sottolineato che  notevole è stato l’incremento dei produttori nel campo biologico da 130 a 400 su un utilizzo di terreni  da 900 a 3mila ettari, coltivati a vigneti”.

L’assessore all’agricoltura ha anticipato anche che la Giunta regionale ha deciso, ieri, di destinare, prima di tutte le altre realtà locali italiane, una parte del Piano di sviluppo regionale circa 3 milioni di euro alle regioni terremotate del Centro Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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