LEGGE ELETTORALE – Quella che più si avvicina alle esigenze popolari

Legge Elettorale Molise
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CAMPOBASSO – Legge elettorale, l’ultimo passaggio in Prima Commissione a palazzo D’Aimmo e poi verso l’aula per fine ottobre.

I molisani andranno a votare per le Regionali a febbraio certamente con un altro sistema. E’ ancora una proposta modificabile, attenzione, ma forse quella più condivisibile e popolare. Ed è quella che avevamo suggerito qualche mese fa e che sembra piaccia anche a molta gente.

Collegio unico, perché la regione è tanto piccola da non concepire tre collegi spezzettati su tanti orticelli personali e perché bisogna entrare nella convinzione e nella consapevolezza che il consigliere appartiene al territorio regionale decide per tanto e deve essere condiviso e votato dall’intero elettorale locale.

Niente voto disgiunto. Bene. E’ ora di finirla con gli inciuci e il consenso trasversale che rappresenta un minestrone dove c’è tutto e niente.

Niente premio di maggioranza. Un gratta  e vinci antipatico che non piaceva a nessuno e che ha portato solo fortunati vincitori di una lotteria politica che ha gonfiato maggioranze e null’altro.

Sbarramento al 15% o al 10% con il 60% fino al 65% dei seggi alla coalizione che vince doppia preferenza di genere. Un’ opzione accettabile una conquista naturale soprattutto la quota rosa obbligatoria. 

Via le funzioni da consigliere per chi entra nella Giunta con subentro dei primi dei non eletti in Consiglio e recupero delle originarie cariche in caso di sostituzione dall’incarico o dimissioni. E qui probabilmente si poteva prevedere anche una scelta più netta. O consigliere o assessore.

Chi è deputato a rivestire la carica di amministratore diretto della Regione in caso di abbandono per qualsiasi motivo della Giunta va a casa. 

Tutte scelte consapevoli fissate prima della competizione elettorale attraverso una norma immutabile fatta finalmente dopo tempo per inchiodare a precise responsabilità senza calcoli di convenienza o di opportunità del momento. Chi decide di candidarsi deve conoscere bene quanto andrà a svolgere e deve saldare un patto di ferro con gli elettori, soprattutto di onestà intellettuale.

Un piano, tutto questo, che a tutto il Piddi non piace. A Scarabeo, Totaro Petraroia, Niro ormai posti di traverso su molte questioni all’interno del centrosinistra più che nella maggioranza. A questi si aggiunga anche una proposta di legge elettorale presentata dallo stesso presidente del Consiglio regionale Cotugno. Motivi di fondo e politici.

Concludiamo: la nuova proposta di legge elettorale esposta ad Isernia presenta spunti nuovi e di rottura con il passato, quella che probabilmente esce almeno da uno schema di gioco a scacchi dove l’elettore muove i dadi ma non sa mai la partita come finirà. Modifiche potrebbero essercene. Lo schema portante appare ben strutturato.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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