SCUOLA – Alternanza scuola-lavoro, una freccia senza bersaglio

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CAMPOBASSO – Alternanza scuola-lavoro gli studenti non ci stanno ad essere considerati  in prevalenza forza lavoro non retribuita. La debolezza del sistema era stata messa più volte in evidenza ma la narrazione, fatta dei soliti slogan, non ha consentito di affrontare laicamente il tema.

In Italia ci sono  1,5 milioni di studenti che  stanno facendo alternanza; in Molise 3.000 ragazzi tra i 16 e i 19 anni sono impegnati in questi percorsi. Cosa stanno facendo? E’ utile per il loro percorso formativo?

Le proteste degli studenti, sostiene Sergio Sorella, presidente di Proteo Fare sapere  ci dicono che essi ritengono, in prevalenza, di perdere tempo e di essere sfruttati. Eppure l’alternanza potrebbe essere una buona modalità didattica. Il rapporto scuola lavoro necessita di un quadro unitario che preveda l’utilizzo coordinato di tutti i dispositivi normativi (alternanza, apprendistato, stage, tirocini). Invece i provvedimenti in materia sono scollegati tra loro.

“In Italia negli ultimi 20 anni – spiega Sorella –  si sono susseguiti provvedimenti a raffica sulla scuola. E’ mancato uno studio approfondito su quale sistema d’istruzione abbia bisogno il nostro paese. In quest’ambito, per la scuola superiore  non si riesce a costruire un sistema integrato dell’apprendimento permanente da realizzare con  un impianto unitario, continuo, progressivo, verticale, superando tutte le forme di canalizzazione precoce. Occorrerebbe incrementare le competenze dei docenti  con una sistematica politica della formazione iniziale e della formazione in servizio; promuovere le opportune misure di accompagnamento per far crescere una cultura della valutazione formativa centrata sulla didattica delle competenze (come strumento di innovazione metodologica) e sul superamento di una didattica prevalentemente trasmissiva. Mettere al primo posto l’obiettivo di costruire le condizioni per l’apprendimento basato sull’interazione con i contesti lavorativi. Da qui, per l’alternanza scuola lavoro, c’è bisogno di capire innanzitutto la capacità formativa delle imprese e delle singole realtà territoriali presso le quali gli studenti si recano”.

In Molise il tutto è reso più problematico per effetto delle poche realtà produttive e recettive presenti. Molti studenti sono in strutture che non hanno alcuna attinenza con il corso di studi e l’alternanza tra scuola e lavoro diventa solo parcheggio, snaturandola da modalità didattica per la quale era stata pensata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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