GIORNO DELLA MEMORIA – Tra ricordi e problemi rimasti ancora vivi e presenti

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CAMPOBASSO – Quindici anni dalla tragedia di San Giuliano.

Il rispetto per la memoria e soprattutto la consapevolezza di un problema quello delle scuole in Molise vivo e critico che rimane da risolvere nella maniera giusta e in tempi brevi con la dovuta scienza dello stato delle cose che spesso manca e sulla cognizione e responsabilità che occupiamo e abitiamo un territorio classificato ai massimi indici di sismicità. Il rapporto e i dati raccolti, verificati e diffusi in questi giorni dalla Procura di Campobasso sulla sicurezza delle scuole sono allarmanti. Ora si chiede che le criticità vengano fuori caso per caso nella loro indicizzazione e fattore di rischio e una soluzione a breve termine cadenzata quindi inderogabile.

E nel giorno del ricordo, il 31 0ttobre,  ci si sofferma sugli angeli di San Giuliano e della loro maestra. Il sindaco della città capoluogo di regione commenta.

“Quel terremoto ha rappresentato una delle pagine più nere degli ultimi decenni. In realtà le pagine nere sono tante, scritte giorno dopo giorno durante 15 lunghissimi anni in cui quella parte della nostra regione, con San Giuliano in testa, ha provato con fatica a rialzarsi e a ricostruire le case, le aziende, le scuole e quel senso di comunità che il sisma aveva spazzato via. Le scosse del 31 ottobre e quelle che si sono succedute nei giorni a seguire è come se avessero azzerato i calendari ripartendo da un ipotetico anno zero per accorciare le distanze da un’agognata normalità che per molti sembra ancora lontana. A San Giuliano, lì dove c’era la scuola, a testimonianza della tragedia, è rimasto in piedi un unico pilastro, un simbolo, sul quale, idealmente, poter costruire una nuova cultura della sicurezza. Ma un solo pilastro non basta, ne servono altri e altri ancora affinché la morte di quei bimbi non resti uno sterile ricordo come un ricordo non deve rimanere il grido consapevole di una mamma coraggio: “mai più una simile tragedia”. E allora mi piacerebbe che quel pilastro, testimonianza di ciò che era, diventasse anche la testimonianza di ciò che sarà.

Vorrei che proprio quel pilastro si trasformasse in un messaggio di speranza dal quale si può e si deve ripartire per guardare avanti. Certo la volontà da sola non basta per cambiare rotta. Ma se si vuole imboccare la strada giusta non dovremo, e lo dico da amministratore, farci prendere dalla paura anzi dobbiamo trasformare i buoni propositi in azioni coraggiose per affrontare sfide per nulla facili, per rimettere mano all’edilizia scolastica e renderla più sicura. Da soli non possiamo farcela. Abbiamo bisogno dell’aiuto dello Stato perché servono fondi, tanti fondi, per poter rinnovare il patrimonio edilizio come le leggi impongono e rispondere alle esigenze di sicurezza che ci arrivano dalla popolazione che non deve mai sentirsi abbandonata o non ascoltata. Popolazione alla quale chiediamo di avere pazienza ma anche fiducia perché, e lo dico da sindaco e da presidente della Provincia, ogni giorno, con senso di responsabilità lavoriamo per garantire ai ragazzi e al personale docente e non docente quel livello di sicurezza necessario per affrontare con serenità il delicatissimo lavoro di formazione culturale e umana che le nostre scuole svolgono egregiamente. Scuole e personale che hanno tutta la mia stima e che colgo l’occasione per ringraziare sentitamente”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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