SCUOLE SICURE – Nel giorno della Memoria la Cgil mette il dito nella piaga

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CAMPOBASSO – Cgil sisma 31 ottobre in Molise e soprattutto a San Giuliano di Puglia, la Cgil così titola le sue considerazioni su un evento che avrebbe dovuto radicalmente mutare la programmazione nell’edilizia scolastica o una ripianificazione specifica che avesse l’obbligo di una titolarità assoluta sulla sicurezza e sul riadeguamento sismico dei plessi scolastici.

La segreteria regionale della Cgil nel giorno della Memoria ricorda che  una recente Circolare dell’USR Molise ha avvertito tutte le Istituzioni scolastiche che con Legge regionale n. 29/2003 è stata istituita la “Giornata della memoria”, con lo scopo di non dimenticare le vittime del terremoto di San Giuliano del 2002 , costato la vita a 27 bambini ed una maestra.

In tutte le scuole molisane, pertanto, domani verrà osservato un minuto di silenzio, in modo che ciascuno possa riflettere su quanto avvenuto quel drammatico giorno.

“Ricordare quella giornata con gli studenti è importante -puntualizza la Cgil- ma ha un senso ancora maggiore ricordare alle Istituzioni che oltre alle celebrazioni di rito, bisognerebbe adoperarsi ogni giorno, ciascuno secondo le proprie competenze, per evitare il ripetersi di tali tragedie. Da anni facciamo proposte specifiche sul tema. Negli ultimi tempi abbiamo più volte sollecitato il presidente della giunta regionale del Molise, chiedendogli di attivarsi per affrontare con urgenza le criticità del sistema scolastico molisano (in primis edilizia scolastica e dimensionamento).L’offerta formativa da garantire nelle diverse realtà territoriali  deve andare di pari passo con  l’esigenza di avere edifici scolastici sicuri. Non servono scuole belle, a norma ma chiuse per mancanza di alunni!

Abbiamo chiesto la convocazione di una Cabina di regia sul dimensionamento scolastico, volta a pianificare l’offerta formativa in modo da tener conto delle strutture scolastiche esistenti, così come sarebbe necessaria la costituzione di un tavolo di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti sul tema dell’edilizia scolastica, che partendo dalle  priorità da individuare sulla base dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, monitorasse lo stato dell’arte effettuando una programmazione degli interventi necessari nel breve e nel medio periodo.

Nonostante l’ennesima sollecitazione, ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Intanto però la situazione rischia di esplodere. Proprio in questi giorni, si apprende che la Procura della Repubblica avrebbe accertato che su 196 strutture scolastiche ’indagate’, 86 non sono adeguate. Ma non solo: alcune di queste, avrebbero un’elevata vulnerabilità sismica anche rispetto a terremoti di bassa intensità. La Procura dunque, pur dovendo archiviare l’indagine, ha ritenuto opportuno lanciare l’allarme, citando rischi reali, che potrebbero colpire la popolazione studentesca e non.

La conclusione e la richiesta.

“Attendiamo le dovute conferme da fonti ufficiali, ma se il quadro disegnato venisse confermato sarebbe gravissimo. La nostra Regione ha già dovuto pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane e di sofferenze indicibili per i superstiti, causate non dal destino, cinico e baro, ma da precise responsabilità delle istituzioni, che avrebbero dovuto garantire la sicurezza di alunni e lavoratori, che in quel tragico 31 ottobre del 2002 hanno affidato i loro figli in strutture la cui sicurezza doveva essere garantita dallo Stato. Quel disastro evidentemente non ci ha insegnato niente, basti pensare che a distanza di 15 anni in alcuni comuni dell’area del cratere, si continua a fare scuola in casette mentre in altri centri per affrontare le criticità continueranno le situazioni di emergenza, con fitti di locali privati e dislocazioni temporanee (si pensi all’Università) che rischiano di diventare definitive.

Cosa succederà quando tutte le relazioni sulla vulnerabilità degli edifici cittadini commissionate all’Unimol saranno presentate? Com’è possibile continuare a studiare ed a lavorare sapendo di trovarsi in edifici che le risultanze tecniche catalogano come insicuri? Chi amministra la cosa pubblica ha il compito di dare risposte certe, rigorose ed immediate a tutti, genitori, alunni e lavoratori, in modo che l’anno scolastico possa proseguire con tranquillità”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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