GIORNO DELLA MEMORIA – San Giuliano di Puglia, l’ex Bertolaso “Una tragedia che si poteva evitare”

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CAMPOBASSO – Quindici anni dopo il sisma di San Giuliano di Puglia e soprattutto della zona del cratere, la commemorazione della Giornata della Memoria si è divisa in due fasi.

La prima in Consiglio regionale nella primissima mattinata la seconda a San Giuliano di Puglia immediatamente dopo dalla 11,32 in poi orario della scossa del 31 ottobre del 2002.

A palazzo D’Aimmo si è voluto ricordare  soprattutto la terribile sciagura che ha portato alla morte 27 alunni della scuola Jovine e la loro maestra e  ammonire su quanto si poteva fare per evitare quella una tragedia incancellabile e su quanto ancora si può fare per migliorare le strutture scolastiche.

Gli interventi del presidente del Consiglio Cotugno, dei consiglieri regionali Ciocca e Federico sono stati condotti tutti sullo stesso tema: mai più lacrime e dolore per i genitori e per le Comunità e una programmazione che tenga conto soprattutto nelle scuole dell’incolumità pubblica.

Presente in Consiglio regionale in veste di ospite il sindaco di Sarnano, un piccole paese del Maceratese duramente colpito dal sisma di un fa che nel ricordare le tragedie che hanno colpito le due Regioni ha voluto sottolineare quanto esse abbiano accomunato le due Comunità allo stesso sentimento di fratellanza di unione e di solidarietà.

E qui il sindaco Ceregioli ha ricordato quella della Protezione civile regionale che tanto si è prodigato a Sarnano nella prima fase dell’emergenza nell’opera di soccorso e di sostegno alla popolazione. Quindi l’intervento del presidente della Regione Frattura che ha sottolineato.

“La Giornata della Memoria per noi è il terremoto di San Giuliano di Puglia, è il sisma che ha reso macerie la vita quotidiana nei comuni lì attorno. È il crollo di una scuola e l’inaccettabile morte di 27 bambini e della loro maestra. La Giornata della Memoria è il valore di ogni storia attraversata dalla sofferenza, dal dolore e anche dall’ingiustizia: a nessuno è consentito manipolarla nel suo alto significato. Oggi la difesa di tutte le Giornate della Memoria assume i contorni dell’urgenza. Perché l’arretratezza e la barbarie, che abbiamo colto e condannato nel gesto grottesco di uomini che hanno perso il senso del limite, non sono pericoli lontani da ogni celebrazione legata al dolore e al suo opposto negato e spezzato, la vita. Nell’offesa al sorriso di Anna Frank c’è l’offesa al sorriso dei bambini di San Giuliano, c’è l’offesa a tutte le sofferenze che nascono dalle ingiustizie. Un terremoto non è l’azione spietata e persecutoria di una follia criminale, ma è lo smascheramento di forzature edilizie e di violenze sull’ambiente e sul territorio. San Giuliano – ha proseguito Frattura –  ci ha insegnato a tutelare la vita di bambini e adulti nei luoghi pubblici di aggregazione. San Giuliano ci ha portati a pretendere, come genitori, edifici sicuri per ogni studente e ogni insegnante, e a impegnarci, come legislatori e amministratori, per assicurarli a tutti. I punti oscuri in un lavoro di sicuro non semplice, l’adeguamento sismico delle strutture scolastiche della nostra regione, condotto sempre con grande impegno soprattutto dai nostri sindaci, restano ancora tanti, ma non possiamo immaginare che qualcuno li abbia sottovalutati o li sottovaluti.

In questi anni, anche grazie agli interventi messi in campo dal governo regionale che ci ha preceduti, abbiamo tagliato il nastro di tante nuove scuole, più sicure dal punto di vista della staticità sismica. Abbiamo lavorato per aggregare gli alunni di comuni vicini perché nella scuola sicura tornasse anche il chiasso e il calore della vita piena. È un lavoro avviato e che sta andando avanti: non ne vanifichiamo la portata. Ce lo chiede il sorriso felice che ancora ricordiamo di chi da quindici anni non è più con noi.

Come ogni anno, ogni 31 ottobre, anche oggi rivediamo a scuola a San Giuliano di Puglia l’impegno e la bellezza della maestra Carmela Ciniglio e di Umberto, Domenico, Costanza, Lorenzo, Luca, Morena, Valentina, Raffaele, Paolo, Antonella, Luigi, Maria Celeste, Sergio, Maria, Michela, Valentina, Martina, Giovanna, Maria, Antonio, Luigi, Gianni, Antonio, Gianmaria, Luca, Melissa e Giovanna”

Nella tarda mattinata il secondo momento della commemorazione quello più toccante a San Giuliano. Con la visita al Cimitero la celebrazione della Santa Messa la deposizione di fiori sul luogo dove la scuola ha ceduto oggi sede monumento a ricordo dei 27 scolaretti morti o Parco della Memoria.

Presenti tra l’altro oltre alle autorità civili politiche e militari anche il capo della Protezione civile nazionale Borrelli e l’ex Guido Bertolaso. Quest’ultimo colui  che ha vissuto in prima persona la tragedia della scuola Jovine e le fasi della ricostruzione del paese, oggi cittadino onorario di San Giuliano di Puglia.

“Saluto i miei concittadini abbraccio i papà  le mamme ed i parenti dei bambini delle vittime di quei bambini che oggi avrebbero 21 anni. Continuiamo a vivere con loro. Probabilmente in un Paese diverso saremmo riusciti a evitare quella tragedia.”

Il responsabile della Protezione civile del momento Angelo Borrelli ha invece evidenziato l’attività di prevenzione messa in campo dalla Protezione civile sottolineando la necessità della messa in sicurezza delle scuole e degli edifici privati non a norma e quelli costruiti prima dell’entrata in vigore delle ultime norme antisismiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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