CONSORZI DI BONIFICA – ll Movimento Agricolo MAM chiede chiarezza

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ENTI – A nove mesi dagli improvvisi commissariamenti dei tre Consorzi di bonifica molisani di Termoli, Larino e Venafro, la situazione economico/finanziaria dei tre Enti continua a non apparire assolutamente rosea.

Tra l’altro, mentre si è avuto notizia sui media dell’approvazione del bilancio consuntivo 2016 del Consorzio di Venafro, che ha mostrato un pratico pareggio, nulla si sa riguardo l’avvenuta approvazione del bilancio consuntivo 2016 da parte del Commissario per i Consorzi di Termoli e Larino, il cui termine è ampiamente decorso, essendo fissato per legge al 30 giugno, quattro mesi fa.

Ancora, nessun riscontro ha finora fornito il Commissario ai delegati del consorzio di Larino, che, nella riunione dell’otto settembre scorso, gli avevano richiesto espressamente di intraprendere tutte le iniziative per ottenere dalla Regione i finanziamenti annuali e pregressi, dovuti in base alle vigente legge regionale n.42/ 2005, anche ricorrendo, se necessario, alle vie legali.

Sarebbe poi utile che i due commissari chiarissero quali nuove e diverse iniziative hanno intrapreso rispetto a quelle poste in essere dai precedenti amministratori destituiti, mirate anche a ridurre il peso dei contributi di bonifica pagati dai consorziati; in particolare le spese legate al consumo dell’acqua, strettamente determinate dagli elevati costi energetici della risorsa idrica, su cui tanto potrebbero incidere i due tecnici della Regione, incluso l’intervento sulla gestione e produzione di energia delle turbine tutt’ora operanti sull’adduttore idrico principale a valle della Diga.

Meraviglia il fatto che nessun esponente politico regionale sembra si stia interessando alla delicata questione. Ragion per cui il Movimento Agricolo MAM desidera esprimere le più forti preoccupazioni sulla tenuta dell’intero sistema consortile molisano, tenuto conto che, secondo la legge in vigore, entro l’anno bisogna anche approvare nei tre Consorzi di bonifica molisani il bilancio preventivo per le attività 2018.

L’azione dei due Commissari, Vitiello per Termoli e Larino, e Del Bianco per Venafro, sembra essere totalmente ingessata e nonostante rispondano direttamente alla Regione, che tanto provvide a sbandierare le proprie capacità comunicative, niente trapela per i tanti consorziati sulla grave situazione dei loro Consorzi.

Ebbene, questo è il momento per far conoscere ai consorziati quale sia l’iter e quali siano le procedure per assicurare agli Enti una democratica gestione mediante immediate e libere votazioni degli stessi e le giuste risorse finanziarie che la Regione dovrà mettere in campo per assicurare la propria parte di finanziamenti, oltre a quelle pregresse, per la gestione, le opere di bonifica, la manutenzione e la messa in sicurezza di ben 350 km di strade consortili.

Altra richiesta del MAM è quella di conoscere le modalità con cui la Regione intende affrontare il tema dell’indebitamento accumulato nei due Enti di Termoli e Larino dovuto in primis dai costi energetici di sollevamento idrici, che la paventata fusione non certo annullerebbe! E Sapere anche perché la Coldiretti Molise che, attraverso l’ANBI, ha seguito l’iter relativo ai commissariamenti di ben tre suoi Presidenti, ora tace?

I Consorziati ancora attendono il perché del Commissariamento! Chi pagherà i debiti? Sono escluse eventuali azioni di responsabilità? A questi quesiti la Regione dovrebbe dare chiarimenti al più presto, comunque prima del voto.

Un buon sistema consortile è prezioso non solo per gli agricoltori e per gli imprenditori agricoli ma anche per la tutela dell’ambiente, del territorio e non solo quello agricolo, per far fronte al dissesto idrogeologico e, perché no, a sostegno del turismo rurale. Basta con le improvvisazioni e con l’occupazione politica di Enti che non sono partecipati dalla Regione ma che sono invece fondamentali per lo sviluppo e per l’occupazione di un settore strategico, che ha bisogno di essere supportato adeguatamente e non penalizzato da faide extra agricole e da conflitti di interessi diversi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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