LAVORO – Porta a porta con le istituzioni per recuperare la mobilità in deroga arretrata

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CAMPOBASSO – Mobilità in deroga quelli del basso Molise premono sulle autorità locali affinché chiamino in causa le Istituzioni interessate comprese quelle del Governo centrale.

Carolina D’Antino portavoce di questi lavoratori  in una serie di incontri tenutisi oggi tra una delegazione del Comitato dei lavoratori della mobilità in deroga e alcuni interlocutori sulla città di Termoli ha portato a conoscenza la loro problematica sulla mancata erogazione delle 7 mensilità della mobilità in deroga del 2015 e delle 6 mensilità del 2016.

Durante l’incontro, il Vicario della Diocesi di Termoli-Larino, Don Marcello Paradiso, ha espresso solidarietà ai 1744 lavoratori, così come hanno già fatto, in incontri precedenti, Sua Eccellenza Mons. Giancarlo Bregantini, Sua Eccellenza Mons. Claudio Palumbo e Sua Eccellenza Mons. Camillo Cibotti.

Durante il colloquio con la segretaria del Sindaco di Termoli è stata posta, poi, la questione attraverso la documentazione prodotta in questo periodo, rimanendo in attesa di un incontro con il primo cittadino, Angelo Sbrocca, per prospettargli quello che già 18 Sindaci di altrettanti Comuni hanno chiesto con una missiva alla Prefettura, affinchè prepari ogni opportuna iniziativa volta alla risoluzione della sospensione dei pagamenti della mobilità in deroga per gli anni 2015-2016. Inoltre è stato informato della questione anche il capogruppo di minoranza al Comune di Termoli, Antonio Di Brino, il quale ha assicurato il suo impegno.

Infine l’ultimo incontro  si è avuto con l’on. Laura Venittelli, che si era già presa l’impegno durante la tavola rotonda con il Sottosegretario on. Pier Paolo Baretta, venuto a Campobasso per parlare anche di lavoro.

“Ci riserviamo – conclude la D’Antino –  di continuare ad avere un dialogo con altri rappresentanti istituzionali ed adottare ulteriori iniziative affinchè il nostro diritto, che ci è stato negato con un tratto di penna cancellando il diritto fissato dalla legge n. 185/2016 e impedendo a 1744 famiglie di percepire 7 mensilità per il 2015 e 6 mensilità per il 2016, ci venga riconosciuto”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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