REGIONE – Novità elettorali… ci siamo

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CAMPOBASSO – Legge elettorale si va verso la chiusura del cerchio.

Discussione rinviata a venerdì prossimo, maggioranza riunita fino a tardo pomeriggio poi un Consiglio comunque effettuato ma portato avanti su mozioni interrogazioni e qualche proposta di legge comunque rinviata a Commissioni o ad altra data.

L’attenzione e tanta curiosità erano state rivolte ai passaggi di una nuova e rivoluzionata legge elettorale che ormai è comunque in dirittura d’arrivo e su cui il presidente Frattura conta molto per puntare a una campagna di sollecitazione e convinzione popolare dove evidentemente vuole avere chanches più larghe e possibilità maggiormente distinte a disposizione rigettando forme e dubbi ad excludendum per potersene avvantaggiare ovviamente per se stesso e le proprie liste.

Con ordine.

Collegio unico: ormai sarà così. I consiglieri regionali dovranno raccogliere voti su tutto il territorio, via, in concreto, le “parrocchie” territoriali. Un consenso che dovrà riconsegnare, perciò, si spera, maggiori responsabilità per una  condotta politica e un impegno  amministrativo e legislativo di eguale misura da Montenero di Bisaccia a Roccapipirozzi.

Voto disgiunto no. A ognuno il suo, per dirla in maniera “popolana” e farci capire meglio, senza intrecci patti, inciuci e senza fughe da una coalizione ad un altra. No ai salti della quaglia della serie accontento il candidato presidente qui e voto il consigliere là.

No al premio di maggioranza. Nessun gratta e vinci. Si suda e si vince sul campo nel confronto con gli elettori, niente lotteria per cinque anni a diecimila euro al mese. Infine sbarramenti liste al 10%, per la singola lista al 3%

E questo è quanto. Abbastanza, diremmo, tanto per sconvolgere e rivoltare il vecchio sistema di scelta dei nuovi amministratori delle Regione che può anche avvantaggiare il Governo regionale in carica che per essere eletto comunque deve misurarsi con gli elettori molisani e prendere la loro fiducia, ma che certamente puntualizza regole e norme più rigide e scelte senza dubbio chiare che si indirizzeranno a una valutazione più calibrata rispetto al passato, si spera, rispetto a quello che è stato fatto a favore o almeno a tutela o al contrario per la collettività locale.

Aldo Ciaramella

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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