CONSIGLIO REGIONALE – Lavoratori di Atm Ara e della mobilità in deroga in presidio. Quelli dell’Atm chiedono la revoca della concessione

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CAMPOBASSO – Atm, Ara e la mobilità in deroga dei 1744 lavoratori che chiedono il sostegno della Regione o l’intervento sull’Inps.

Oggi tutti insieme a presidiare il palazzo del Consiglio regionale e i lavori di quest’ultimo.

Atm. La solita vertenza, dura da circa dieci anni con alti e bassi dove scioperi e proteste hanno costituito un braccio di ferro che non fa bene a nessuno. Duecento lavoratori tutti autisti e una decina di amministrativi avanzano stipendi da quattro mesi e oltre. E questa volta sono fermamente  decisi nell’invito formulato all’assessore regionale ai trasporti Nagni e alla Regione. Fermeranno i mezzi e chiedono al tempo stesso di revocare la concessione al gestore del servizio Atm. I sindacati puntano l’assessore Nagni e la Regione. Hanno erogato soldi e mai hanno effettuato alcun controllo. Una situazione di caos insostenibile per padri di famiglia senza ulteriore reddito che non possono campare. L’Atm pare parla di inadempienze della Regione quest’ultima ribatte che tutti i pagamenti sono in linea con le date stabilite. E allora? Cosa si fa? Non si sa! I lavoratori oggi davanti davanti la sede di palazzo D’Aimmo giurano di continuare presidio a oltranza, azioni dimostrative inedite e anche scioperi se la vertenza non arriverà al punto di chiarire i contorni delle responsabilità e non creerà condizioni di vita lavorativa dignitosa per i dipendenti. Vedremo nelle prossime ore cosa accadrà quando certamente la proprietà di Atm dovrà rispondere ai quesiti dei sindacati dei lavoratori dell’opinione pubblica e soprattutto della Regione se è vero come è vero che è stata ristorata della tranche finanziaria di servizio adeguata all’anno in corso.

L’Ara. Un’altra patata bollente. I dipendenti dell’Associazione allevatori che custodisce il patrimonio genetico degli allevamenti locali e la salute del patrimonio zootecnico regionale avanzano 16 stipendi. Altro caos inammissibile di un ente commissariato che dovrebbe la guida per una regione che fa della zootecnia una delle sue punte di eccellenza che va avanti sulla disponibilità e grande responsabilità dei suoi lavoratori, sulle quote degli iscritti, gli allevatori e che ora però chiedono alla Regione di riconfigurare l’ente e metterlo in una condizione di piena e sufficiente garanzia finanziaria e di credibilità per la funzione che svolge nel panorama della salvaguardia della zootecnia molisana.

Infine la mobilità in deroga per 1744 lavoratori che rivendicano il diritto a percepire le indennità per il 2015 e 2016. E’  misure disponibile un fondo di circa venti milioni di euro comprensivo anche per la incentivazione a nuove forme occupazionali e perciò alla formazione e al reimpiego.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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