VENAFRO – Il Parco dell’Olivo nel registro nazionale dei paesaggi rurali. I dettagli illustrati da Sorbo e Pesino

Assicurazioni Fabrizio Siravo

PARCO DELL’OLIVO – Il Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro è il primo sito molisano ad essere inserito nel registro nazionale dei paesaggi rurali e agricoli d’Italia.

Ieri, presso la Sala Consiliare del Comune di Venafro, si è tenuta la conferenza stampa durante la quale il sindaco Antonio Sorbo e il presidente del Parco dell’Olivo Emilio Pesino hanno illustrato tutti i dettagli e i vantaggi che ne deriveranno.

Tra le opportunità più importanti, quella di potersi candidare come patrimonio dell’Unesco, opportunità che spetta solo ai territorio inseriti nella Rete Rurale Nazionale. Inoltre, da questo momento c’è la possibilità di partecipare ai vari bandi europei volti alla valorizzazione dei siti agricoli storici.

Un traguardo non da poco quello raggiunto dal Comune di Venafro che, come ha spiegato il sindaco, è stato raggiunto solo grazie all’amministrazione che ha lavorato in sinergia con il Parco e l’Associazione Città dell’Olio, senza ricevere alcun contributo dalla Regione.

“Il merito di questo traguardo storico è esclusivo di questo territorio. – ha detto Sorbo – Non voglio sottolinearlo per polemica ma dalla Regione non abbiamo avuto nessun sostegno, pur richiesto. Nessuna risposta come capita oramai spesso quando da questo territorio arrivano richieste, istanze di interesse anche comunitario. Da questo territorio è scaturito un gioco di squadra senza precedenti, una sinergia che ha visto insieme Parco dell’Olivo e Comune di Venafro per la formalizzazione della candidatura e la stesura del dossier”.

“È stato veramente emozionante – ha continuato il sindaco – sentire il nome Venafro a Roma, nella sede del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, insieme ad altre città come Assisi e Spoleto. Da questo momento anche il Molise ha un sito nel Registro nazionale dei paesaggi storici rurali, enormi i benefici che ne scaturiranno. E possiamo dire che oggi il Parco è più tutelato e, in più, se domani qualche pazzo osasse presentare la candidatura all’Unesco per rendere questo territorio patrimonio dell’umanità lo potrà fare, perché possono candidarsi solo quei territorio inseriti in questo registro”.

A sottolineare l’importanza del traguardo raggiunto e della collaborazione con l’ente comunale anche Emilio Pesino, il quale si augura che grazie a questo riconoscimento ora anche la Regione Molise si attivi per tutelare questo territorio, magari prevedendo misure ad hoc nel PSR, richiesta che tra l’altro è stata fatta proprio dal Ministero a tutte le Regioni inserite nel registro.

“Abbiamo puntato esclusivamente sulle nostre risorse e sul gioco di squadra di cui ha parlato il sindaco. – ha affermato Pesino – Da questo momento la Regione dovrà predisporre delle programmazioni ad hoc, cosa che non è stata fatta, ad esempio, con il Psr. Il Ministero stesso scriverà alla Regione per orientare le future programmazioni in campo agricolo e forestale a vantaggio di questo paesaggio rurale che ha ottenuto il riconoscimento nazionale ed europeo”.

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