“PROTEO FARE SAPERE” – Scuole intitolate a Vittorio Emanuele III, il presidente Sorella ne chiede la rimozione

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CAMPOBASSO – L’Associazione “Proteo Fare Sapere”, alla quale aderiscono docenti, dirigenti, personale amministrativo e collaboratori delle istituzioni scolastiche, condivide e fa propria la proposta della presidente dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) di rivedere le superstiti intitolazioni a Vittorio Emanuele III di scuole e biblioteche.

E chiede, pertanto, ai Collegi dei docenti e ai Consigli di Istituto delle scuole intitolate a Vittorio Emanuele III, di attivarsi al fine di rivedere tale intitolazione, spiegando ad alunne, alunni, studentesse, studenti e famiglie le ragioni di questa scelta, a partire dall’articolo 3 della Costituzione. Chiediamo altresì all’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e all’UPI (Unione delle Province d’Italia) di invitare gli amministratori locali a rimuovere il nome di Vittorio Emanuele III da tutti gli istituti a lui intitolati.
Sergio Sorella presidente di Proteo Fare sapere ricorda che

“ricorre quest’anno l’80° anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, firmate e promulgate da Vittorio Emanuele III: quei provvedimenti colpivano i cittadini ebrei nei loro diritti, fino ad arrivare al licenziamento di docenti di scuole e università nonché all’espulsione dalle scuole pubbliche di studenti e studentesse di religione ebraica.

La nostra Costituzione, all’art. 3, sancisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”; in base al medesimo articolo, la scuola della Repubblica ha come primo impegno quello di contribuire a “rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Contrasta palesemente con questo dettato costituzionale il fatto che esistano ancora sedi scolastiche statali intitolate al re che sottoscrisse e promulgò le leggi razziali del 1938.

Conclude

“Riteniamo che i nomi e le biografie dei personaggi cui sono intitolate le scuole rappresentino di per sé, per alunne e alunni, studentesse e studenti, elementi che contribuiscono alla formazione del senso di appartenenza ad una comunità fondata sulla condivisione dei valori costituzionali; non sarà mai possibile spiegare a ragazze e ragazzi perché una scuola è intitolata a chi ha avuto la responsabilità diretta di leggi che hanno originato non solo violazione di diritti fondamentali e universali, ma anche persecuzioni e violenze.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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