LA FAMIGLIA – “Un bene prezioso” dice la Fanelli, “il primo punto da affrontare” diciamo noi

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CAMPOBASSO – La famiglia un bene prezioso, per conservarla tutelarla rafforzarla c’è bisogno di una politica solidale consapevole responsabile più forte e solida con mezzi finanziari e strutturali capaci di farne una colonna insostituibile della società.

Oggi di tanto se ne parla poco e male. Scende in campo sul tema la segretaria del Pd Micaela Fanelli probabilmente nel giorno migliore di San Valentino quello che sostiene la fiamma dell’amore e che probabilmente alimenta e incoraggia un  sistema sociale dove affetti e solidarietà non trovano riscontro in altre sovrapposizioni congelati invece su emozioni fittizie e fumose

“Troppo spesso sentiamo parlare di famiglia in modo retorico, talvolta persino strumentalmente, per negare quei diritti civili che nei Paesi culturalmente più avanzati sono stati acquisiti ormai da tempo. Parlare di famiglia astrattamente non aiuta di certo le famiglie italiane, questo è il punto. Oggi mio figlio è a letto con l’influenza, così come buona parte dei bambini italiani in questo periodo. Come faccio a conciliare i miei impegni di lavoro con la cura dei bambini?  A chi possono rivolgersi la mia amica Luisa e suo marito che hanno deciso di ricorrere alla procreazione assistita e non possono permettersi una clinica privata? E come faccio a prendermi cura del mio genitore anziano rimasto solo? La contemporaneità e il cambiamento non significano la fine della famiglia, che forte delle sue radici è capace di reinventare sé stessa e adattarsi ad una società in continuo mutamento”.

Come aiutarla

“indispensabile per tutelarla aumentare i congedi parentali, estendendoli fino al quinto anno di vita, per entrambi i genitori, sostenere la procreazione assistita nell’ambito del sistema sanitario nazionale, per aiutare anche quelle coppie che non possono permettersi le cure private, modernizzare il sistema scolastico in funzione dei nuovi bisogni delle famiglie: il che vuol dire più tempo a scuola, meno compiti a casa, più flessibilità negli orari, aumentare i fondi destinati a coloro che assistono un proprio familiare non autosufficiente. A Riccia, per fare qualche esempio “che si tocca con mano”, abbiamo cercato di sostenere le famiglie, soprattutto quelle più bisognose, con misure orientate principalmente in due direzioni: quella dell’infanzia, con la creazione di classi primavera e con il micronido inaugurato da poco; e dei disabili, con il centro diurno in cui si realizzano tanti laboratori per favorire la socialità, il centro di musico-terapia, l’assistenza domiciliare, il trasporto, senza contare l’erogazione dei servizi obbligatori standard che trovano forma nel Piano sociale di zona. Tutto questo, tra l’altro non sarebbe stato possibile, e forse neanche sufficiente, senza il supporto di una strategia nazionale”.

La politica del Pd, secondo Fanelli, ha prodotto del suo

“In questo senso, i Governi a guida PD non sono stati a guardare: il bonus bebè, la Legge sull’educazione dei più piccoli sul modello Reggio Emilia, la scuola 0/6, il riconoscimento e il sostegno a chi si prende cura di un familiare malato o disabile (caregiver familiare), l’aumento del fondo per la non autosufficienza, massacrato negli anni della crisi e, soprattutto, la Legge sul “dopo di noi”, che prevede il finanziamento di centri in cui si realizzi l’accoglienza dei disabili rimasti soli dopo la dipartita dei genitori (su questo, prima ancora che il Governo attivi le procedure per il finanziamento, a Riccia ci stiamo organizzando per realizzarlo da subito). E su questa strada il Partito democratico intende proseguire, con la Carta universale dei servizi per l’infanzia, un Piano nazionale di asili-nido da 100 milioni l’anno per tutta la durata della legislatura, 2 miliardi di euro per rafforzare l’indennità di accompagnamento, sono solo alcune delle misure programmate per consolidare l’azione di ripresa già in corso. Proposte serie, concrete, ragionate, di sinistra”.

Da qui il confronto e ben venga! Siamo stufi, però, di registrare quanto nelle campagne elettorali Su questi temi credo che non, possa esserci scontro politico a chi fa meglio e poi non fa nulla, è un “delitto” sociale

“Sulle quali vorremmo confrontarci direttamente con gli altri candidati, perché questa sia una campagna elettorale costruita sui progetti e non sugli slogan. Sulla voglia di fare e non solo di arrivare. Soprattutto con le donne candidate per il centrodestra, Annaelsa Tartaglione per prima, perché la sfida sia vinta sui contenuti, non sui manifesti elettorali, per mettere gli elettori in condizione di esprimere un voto consapevole e davvero utile al Molise e all’Italia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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