GAM- Amadori conferma gli investimenti in Molise, stabilimento a Bojano pronto fra 36 mesi

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CAMPOBASSO – La Gam si riavvia. Entro il 2020 riprenderà la produzione.

170 i dipendenti che saranno riassorbiti compresi i 37 lavoratori impiegati nell’incubatoio, 50 milioni di euro l’investimento totale comprese le risorse necessarie per bonificare la parte strutturale dell’azienda. Oggi nella conferenza stampa tenutasi presso la sala della Giunta regionale  a Campobasso presenti i massimi esponenti dell’azienda Amdori e il Governatore Frattura sono stati esposti i contenuti dell’accordo e quindi gli avanzamenti del piano di rilancio della filiera avicola molisana con la conferma di quanto è stato siglato nell’intesa lunedì con Invitalia.

Dopo l’incontro al MISE dello scorso 13 febbraio con i rappresentanti del Ministero, della Regione e dei sindacali locali, Amadori  ha voluto ribadire i propri impegni volti a creare una filiera dedicata al pollo di alta qualità in Molise, da realizzarsi attraverso un piano d’investimenti per oltre 45 milioni di euro, che include l’acquisizione del complesso tramite la controllata Società Agricola Vicentina, la sua ristrutturazione e riqualificazione.

Gli investimenti riguardano l’incubatoio, lo stabilimento di trasformazione e gli allevamenti, che saranno inseriti nella filiera integrata Amadori, formata da oltre 800 allevamenti su tutto il territorio nazionale.

“L’azienda ha scelto di sviluppare sempre di più la sua filiera avicola premium investendo in particolare nel centro e nel sud Italia” – hanno dichiarato Francesco Berti e Mauro Masini, rispettivamente Direttore Centrale Amministrazione e Finanza, Controllo e Affari Societari e Direttore Centrale Operations di Amadori.

“Questo impegno riflette la strategia aziendale orientata verso una produzione made in Italy di alta qualità, in linea col nuovo piano industriale 2018 – 2022, che ha come obiettivo quello di trasformare Amadori in una food company dal respiro internazionale”.

I dirigenti dell’azienda hanno confermato che il nuovo incubatoio riaprirà entro il prossimo novembre per impiegare i primi 30 lavoratori attualmente in cassa integrazione: un numero destinato a raddoppiare una volta che l’incubatoio sarà a completo regime.

Il macello e la sala taglio dedicati alle prime e seconde lavorazioni riassorbiranno non meno di 100 addetti, sempre fra coloro che sono tuttora in cassa integrazione.

La riattivazione dell’impianto produttivo sarà cofinanziata al 40% dal MISE e dalla Regione, attraverso il contratto di sviluppo la cui domanda è stata presentata negli scorsi giorni dall’azienda a Invitalia.

Dopo la presentazione dell’istanza, si stimano circa 10 mesi per la stipula del contratto. Saranno poi necessari 36 mesi per la completa ristrutturazione e riqualificazione, come indicato nell’intesa firmata il 28 febbraio 2017 a Roma.

Nel corso dell’incontro l’azienda ha ribadito la propria volontà di rispettare questa tabella di marcia, confidando nel proseguimento di un positivo e costruttivo rapporto con le istituzioni e le parti sociali del territorio, perché il piano giunga alla completa esecuzione nei termini stabiliti.

“Iniziative industriali di questa portata – hanno ribadito i dirigenti di Amadori durante l’incontro – possono trovare la loro completa realizzazione solo attraverso il sostegno istituzionale, sociale e finanziario, e l’impegno di tutti gli attori coinvolti, così che il piano di rilancio definito insieme si realizzi a pieno.”

Amadori è già presente in Molise da oltre 10 anni con 63 allevamenti di pollo tradizionale inseriti all’interno della propria filiera integrata che conta oltre 800 allevamenti in tutta Italia.

Una storia imprenditoriale importante su un territorio dove ora l’azienda vuole rafforzarsi con una nuova sfida: essere protagonista di una rinnovata fase di sviluppo che, oltre alla crescita economica, assicuri stabilità, sicurezza e benessere anche a livello sociale.

“Si apre un altro scenario, un futuro molto importante – ha detto il Governatore Frattura – per la filiera avicola locale e per il suo indotto con opportunità specifiche e diversificate per il territorio a sostegno di attività imprenditoriali strategiche collegate anche ad una serie di servizi e quindi in sinergia con i presidi amministrativi locali. Inoltre si chiude un capitolo tra i più critici così come lo avevamo ereditato ad inizio mandato soprattutto rimanendo fuori da una partecipata, come stiamo facendo anche per altre, che nel corso degli anni è costata moltissimo. Negli ultimi tempi circa 18 milioni di euro l’anno di perdite, un peso economico enorme che i molisani non potevano permettersi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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