SEMINARIO/EVENTO – Bullismo e cyberbullismo, pienone per Roberta Bruzzone

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BAGNOLI DEL TRIGNO – Bullismo e Cyberbullismo.

Due fenomeni sociali attuali, diffusi, che spesso scavano nella dimensione psicologica delle giovani vittime, e possono portare anche a gesti e situazioni estreme.

E’ un compito ed un dovere del mondo degli adulti riconoscere i campanelli d’allarme, le richieste di aiuto da parte di quei giovanissimi che per motivi estetici, caratteriali, o legati alla sfera cognitiva, vengono presi di mira dai loro pari età. La famiglia, la scuola, ed in generale il mondo degli affetti, sono le realtà che meglio devono cogliere questi segnali.

É uno dei messaggi lanciati dalla psicologa forense Roberta Bruzzone, che a Bagnoli del Trigno ha tenuto un seminario-evento sull’ argomento.

Oltre duecento persone tra il pubblico, la sala della Domus Area non e’ riuscita a contenere tutte le persone accorse per seguire il convegno.
Numeri, tecniche, segnali d’allarme: Roberta Bruzzone, nota al grande pubblico per la partecipazione a numerosi programmi di grande seguito, ha fornito un quadro chiaro della situazione che attraversa i diversi ambiti in cui i minori vivono le loro giornate.

In evidenza il ruolo della tecnologia, con numeri sconvolgenti: alcuni studi parlano di giovanissimi ed adulti che trascorrono fino a sette ore al giorno con uno smartphone tra le mani, vivendo una realtà virtuale che contemporaneamente ha tre effetti potenzialmente negativi: distrae i genitori, allontana adulti e ragazzi, ed espone questi ultimi alle insidie di un mondo in cui con pochi click ognuno puo’ metterci alla berlina, divulgare foto e immagini sensibili, amplificare a dismisura quegli atteggiamenti e soprusi dei bulli – sicuramente da condannare – che una volta restavano confinati tra le mura di una stanza.

Il bullismo 2.0 rappresenta la deriva di un fenomeno sociologico che grazie a queste amplificazioni puo’ sfociare facilmente in fatti di cronaca. Roberta Bruzzone ha richiamato tutti a ritrovare ruoli e compiti: le regole giuste, dettate in famiglia e nella scuola, contribuiscono a far crescere ragazzi corretti, salvandoli da una deriva che puo’ trasformarli in bulli.

Una società migliore, è quella che non tollera passivamente questi atteggiamenti e non maschera il fenomeno, non fa spallucce o chiude un occhio.

L’evento rientra nel corso di formazione per insegnanti “A SCUOLA CON IL CORPO, CON IL CUORE, CON LA MENTE” riconosciuto dal MIUR che ha avuto inizio in ottobre . La formazione vede la partecipazione di docenti di ogni ordine e grado e anche studenti della facoltà di scienze della Formazione Primaria.

La tematica del corso identifica l’apprendimento come un’esperienza integrata alla quale l’alunno partecipa con tutto se stesso: con le emozioni, con i movimenti del corpo, con le posture, con le percezioni esterne e quelle interne, con il ricordo e l’immaginazione ma anche con gli apparati fisiologici.

All’ evento erano presenti al tavolo dei relatori il dottor Franco Mastrodonato (Presidente SIMeB e direttore sanitario Domus Medica) e la dottoressa Carla Ciamarra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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