MONS. BREGANTINI – “Mai un popolo senza la politica. E mai una Politica senza il popolo”

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CAMPOBASSO – L’utilizzo del tempo e il rischio di smarrirci, l’insidia della seduzione e della fuga è incombente.

Su questi concetti l’arcivescovo della Diocesi Campobasso- Bojano mons. Bregantini ha svolto la sua riflessione davanti al carcere di Campobasso nella rituale sosta della processione del Venerdì Santo dove è stata letta la preghiera del detenuto.

Tre in particolare sono le insidie che ci fanno smarrire per Bregantini:

1. La mancanza di una meta, di un perché si soffre, la perdita di punti di riferimento, anche per la fragilità di proposte formative. Anche da parte della nostra chiesa locale, che deve investire di più in energie formative sui giovani. Quando manca il Cristo, quando manca un perché si perde il filo della vita. E’ infatti il filo che deve essere ricuperato. Se hai un filo, solido e robusto, tutte le perline della vita le raccogli in una unica collana. Anche le perline scheggiate o scure e imperfette. Senza il filo, invece, perdiamo tutto. Rilanciamo la forza educativa delle scuole. Della nostra Università, perla della città, ma che deve sempre di più confrontarsi con il territorio per diventare lievito fecondo.

2. E’ poi facile smarrirsi, quando dimentichiamo, cioè smarriamo le nostre radici. Cioè, il nostro passato. Se la meta apre le vele al vento, le radici rassodano il cuore! Cresca il gusto della storia, della passione per la ricerca. L’amore alle cose belle antiche, la gioia di studi, la passione per gli archivi. Tutto diventi un gradino per la speranza. Certo, curare le radici non deve diventare gelosa difesa di una identità che ci sembrerebbe messa in discussione da altre culture. Anzi, Papa francesco ci esorta ad aprirci a nuove presenze culturali. Innovative, che rendono più belle le nostre città. I nostri paesi, così fragili come popolazione! Per le tante, troppe culle vuote! Gli immigrati (certo meglio accolti e meglio valorizzati!) sono una risorsa. Come lo sono stati i popoli che lungo i secoli sono qui giunti dalla Croazia o dalla Albania. Hanno riattivato i paesi, nutrito campi, coltivato speranze. Così può e deve essere per noi, oggi. Con un cuore accogliente. Unica forza per non smarrirci, davanti al nuovo!

3. Ci smarriamo facilmente, poi quando siamo superficiali. Quando diamo spazio ai nostri capricci individualistici. Cioè, quando succede nelle nostre case, nelle nostre parrocchie, nelle nostre politiche…quando diminuisce la solidarietà! Mai senza l’altro. È lo slogan immediato ed efficace del nostro SINODO diocesano, che stiamo celebrando, tra rughe e perle! Andiamo più a fondo. Costruiamo su fondamenta solide. Oltre l’emotivo, oltre la pur grande bellezza emozionale di questa meravigliosa processione. Che ci tiene uniti, che ci plasma nella solidarietà del “Teco , con te, o Signore, vorrei portare la croce”. Insieme. Non è mancato un passaggio alle prossime elezioni regionali e alle priorità da avviare pe rilanciare la Regione

“Per questo è necessario avere uno sguardo grande anche per le prossime elezioni regionali. Appuntamento importante, vitale. Per parte nostra, come tutti e quattro i Vescovi del Molise, sentiamo di poter indicare alcune priorità, che abbiamo raccolto in un decalogo, che ruota attorno alle aree interne, per un rilancio, di reciproco intreccio nella crescita! Con i giovani coinvolti, le strade curate, le chiese abbellite come fonte di turismo attrattivo, la salute curata con una vera prossimità, le nostre aziende difese ed accresciute tramite il gusto della “tipicità”.  Vorremmo dialogare su questo decalogo con tutti i candidati, già venerdì prossimo, in un incontro di forte reciproco ascolto e progettualità.

Mai un popolo senza la politica. E mai una Politica senza il popolo. Cioè, un cammino con quel “noi” che è l’unica forza che ci permette di non “smarrirci”.

Se saremo uniti, cuore a cuore, pur nella diversità culturale e sociale, se sentiremo nostre le lacrime delle nostre mamme, allora non ci smarriremo mai più. Perché sentiremo che anche questa processione ci ridarà quel “coraggio” che ora invochiamo. Con fiducia, ad iniziare dai nostri fratelli, qui ristretti, maestri di un tempo nuovo, per un cuore nuovo. Amen!»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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