
CAMPOBASSO – Sull’orlo del baratro. Il Campobasso si appresta ad incontrare il Pineto in una situazione di classifica, tecnica e societaria delicatissima.
Le quattro sconfitte consecutive subite in maniera pressoché ignominosa dalla compagine rossoblù hanno portato alla ribalta crepe profondissime che evidentemente hanno minato la serenità dello spogliatoio che è crollato nell’ultimo mese. In settimana il copresidente Leone non ha usato mezzi termini ed ha dichiarato di aspettarsi le dimissioni dell’allenatore Foglia Manzillo. Dimissioni che non sono mai arrivate. In questa situazione già di per sé molto delicata le nubi sempre più pesanti che si addensano sul futuro della società con lo stesso Leone che non ha nascosto l’idea di lasciare il titolo al Sindaco se l’anno prossimo non ci saranno aiuti concreti da parte di sponsor locali. In mezzo a tutto questo ci sarebbe da giocare una partita importantissima contro il Pineto che è diventata lo spartiacque tra un crollo definitivo verso i playout (ormai vicinissimi a soli tre punti) e la possibilità di avere un po’ di respiro per sperare di condurre al termine quest’altro campionato disgraziato in maniera più o meno tranquilla (almeno dal punto di vista della classifica). Insomma, il baratro è vicino e il Campobasso spera di non finirci dentro dopo che nell’ultimo mese e mezzo ha fatto di tutto per caderci (con prestazioni sconcertanti tra rassegnazione ed episodi di inutile nervosismo tra i giocatori, squalificati a raffica). Foglia Manzillo è ancora al suo posto e non si sa ancora per quanto tempo e per allungare la sua seconda vita in rossoblù dovrà ancora una volta districarsi tra le solite squalifiche (Kargbo deve scontare il terzo ed ultimo turno di stop, Danucci invece si ferma per somma di ammonizioni) e infortuni (questa volta tocca a Benvenga). Prevedere una formazione titolare diventa quindi difficilissimo. Solo per il ruolo del portiere sono in lizza addirittura tre giocatori (Landi, Riccio e Borrelli) a dimostrazione di quanta confusione ci sia dalle parti di Selva Piana. L’allenatore rossoblù avrà il suo bel problema a trovare un sostituto di capitan Danucci che è praticamente l’unico regista in rosa (segnale evidente di una campagna acquisti di dicembre condotta anch’essa male) e, come gli capita ormai da venti giorni a questa parte, dovrà fare qualche esperimento davanti per cercare di trovare un gol vista l’assenza di Kargbo, l’assoluta inconsistenza di Balistreri (l’ombra del condor che i tifosi rossoblù avevano ammirato qualche anno fa) e l’estromissione dalla rosa di Evacuo (con le note polemiche dei mesi scorsi tra lo stesso giocatore e il copresidente Leone). La dirigenza ha cercato di invogliare il pubblico a tornare allo stadio con prezzi popolari (solo sei euro per un biglietto di curva) ma è presumibile che si giochi una partita così importante per il destino sportivo del Lupo tra pochi intimi. Ormai l’ambiente campobassano ha abbandonato da tempo questa squadra e questa società dopo che ad inizio stagione invece aveva dimostrato di credere alle promesse fatte di serie C. Quello che è successo (rivoluzioni, dimissioni, polemiche, cambi tecnici, penalizzazioni e sconfitte in serie) è ormai storia nota. Ora il presente del Campobasso si chiama Pineto e l’obiettivo è uno solo: riuscire a portare a termine la stagione senza essere invischiati nei playout ormai terribilmente vicini. Il baratro è vicino. Bisogna rimboccarsi le maniche per non caderci dentro. Poi si penserà a come (eventualmente) dissipare i nuvoloni che si addensano sul futuro di questo club.
GCM
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