ISERNIA- Indice di vulnerabilità, il Comitato Scuole Sicure: “Chiudere gli edifici inadeguati”

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SCUOLE SICURE – Il Comitato Scuole Sicure per Isernia e la Consulta provinciale degli studenti di nuovo insieme per chiedere la chiusura degli istituti superiori non sicuri sul territorio pentro.

Questa mattina i rappresentanti degli studenti e dei genitori hanno incontrato il presidente della Provincia di Isernia, Lorenzo Coia, per chiedere i documenti relativi all’indice di vulnerabilità degli edifici scolastici che, secondo le ultime norme, non dovrebbe essere inferiore a 1. Ma dall’Ente di via Berta fanno sapere che secondo il nuovo decreto l’indice di sicurezza per i vecchi edifici scolastici, dopo i vari adeguamenti sismici, deve essere pari allo 0,6. Un indice che secondo il presidente Coia si sta provando a raggiungere con i vari lavori, come quelli già effettuati al Liceo Classico e quelli appena terminati al Cuoco.

Presto si interverrà anche sull’ISIS Fermi, annunciano dal tavolo tecnico, il progetto per eliminare il terzo piano e alleggerire il peso sui pilastri dovrebbe essere pronto a maggio.

“È arrivato il finanziamento di 2.5 milioni per quanto riguarda il Fermi – ha spiegato Coia – ancora non iniziamo con la gara d’appalto e con la sottoscrizione dei mutui. Sulla gazzetta ufficiale del 4 aprile è stato pubblicato il nuovo bando per il triennio 2018-2020 che prevede altri 5 miliardi disponibili per l’adeguamento scolastico e su questo abbiamo in progetto di adeguare gli istituti di Agnone. Adesso abbiamo ricevuto 70 mila euro l’anno per tre anni per la verifica della vulnerabilità sismica”.

“La sicurezza scolastica è un’esigenza anche della Provincia. – ha continuato il presidente della Provincia – Il problema è la compatibilità tra risorse e tempi per fare gli adeguamenti necessari, noi abbiamo adeguato il Liceo Classico e i ragazzi sono tornati in quella scuola, in questi giorni sono terminati i lavori al Cuoco e spero che si riusciranno a fare almeno gli Esami di Stato ma di certo per inizio anno gli alunni torneranno”.

Ma il Comitato Scuole Sicure per Isernia e la Consulta provinciale degli studenti chiedono la chiusura di tutti gli istituti che, a quanto sembra, non hanno un indice di vulnerabilità adeguato e andrebbero chiusi prima degli interventi di ristrutturazione. La Provincia pentra la risposta resta no a causa della mancanza di spazi adeguati dove trasferire gli alunni.

“Sarei stato un matto se avessi contemporaneamente chiuso tutti e sei gli istituti e lasciato gli studenti senza un luogo dove esercitare il diritto allo studio. – ha concluso Coia – Abbiamo fatto una serie di programmazioni, abbiamo chiuso prima il Classico e ripartito gli studenti nelle altre scuole, poi il Cuoco e diviso sempre gli alunni, la stessa cosa faremo per il Fermi. La gradualità dell’adeguamento sismico prevede dei tempi, oltretutto non c’è un obbligo di legge che prevede la chiusura della scuola solo perché l’indice si suppone sia al di sotto della soglia. Il nuovo decreto ha stabilito che per i vecchi edifici l’indice deve essere almeno uguale a 0.6 dopo la ristrutturazione. Chi ritiene che gli istituti non siano a norma si assuma la responsabilità di quello che dice, io mi attengo a quello che dicono i tecnici della provincia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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