REGIONALI – Unione per il Molise, un Ammiraglio candidato

Adelmo Mancini
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VENAFRO – Abbiamo realizzato un intervista, a chi sul territorio, fuori dalle tv nazionali e dai principali organi d’informazione prova a farsi conoscere e spiegare la sua proposta politica.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il candidato al Consiglio Regionale Molise per il 2018, Adelmo Mancini, con la lista civica “UNIONE PER IL MOLISE”.

Buongiorno Ammiraglio. Ci racconti qualcosa della Sua carriera.

Buongiorno. Guardi la Marina Militare ha rappresentato per me la possibilità di emergere. Ho svolto tanti incarichi sul territorio nazionale ma quello certamente più prestigioso è stato dirigere – a Roma, per circa nove anni – un Ufficio di diretta collaborazione dei vari Ministri della Difesa succedutisi nel tempo. Mi consenta di dire, con una punta di orgoglio personale, che uno di questi Ministri è oggi il Sig. Presidente della Repubblica – Sergio Mattarella.

Ci aiuti però a capire meglio come coniugare questa sua comprovata esperienza con i problemi legati alla nostra realtà Regionale.

Ovviamente questo tipo di incarichi consente di intessere una serie di relazioni istituzionali credo molto utili anche in epoca successiva. Essere ben addentrato e conoscere i meccanismi dei palazzi romani è sempre un punto di vantaggio. E poi, Le dico che non nasco come uomo di Mare, bensì provengo da una realtà contadina. Fino ai 25 anni sono stato al fianco di mio padre Antimo impegnato in campagna da mattina a sera. Umiltà e dedizione al lavoro ci sono stati inculcati dalla tenera età e sono valori che tuttora ritengo fondamentali in una persona. Ricordo in ogni caso con tanto affetto quegli anni e, pur se lontano, sono rimasto molto legato al nostro territorio seguendone sempre la vita politica da vicino. Quello di cui mi rammarico è che molti problemi di allora sono rimasti o comunque non c’è stato il progresso in cui speravo.

Ci sintetizzi a questo punto i punti del suo programma. Che contributo porterebbe per lo sviluppo regionale?

Inizio con la sanità che rappresenta uno dei punti cardine delle deleghe affidate dallo Stato alla Regione. C’è necessità di costruire una Sanità più aderente alla realtà Molisana. Oggi il territorio è abitato da persone anziane, in piccoli centri spesso difficili da raggiungere. I figli sono sovente lontani e queste persone si ritrovano facilmente abbondonate a se stesse. E’ necessario potenziare il servizio di assistenza sanitaria domiciliare così da permettere le giuste cure a tutti con un servizio ad-personam. Penso a mezzi regionali dedicati al trasporto, medici ed infermieri itineranti, servizio di recapito medicinali.

Poi, più in generale, superata la difficile fase di spending review che tanto malcontento e disagio ha prodotto in questi anni, è il tempo di rimettere mano alle varie strutture ospedaliere sul territorio, riaprendone talune oggi chiuse o riattivando quei reparti aboliti. Questo non vuol dire “spendere e spandere” facendo di nuovo debito che poi pagherebbero i nostri figli, ma certamente vuol dire non mandare a casa le persone ad oggi impiegate nel servizio sanitario, assumerne di nuove laddove necessario e razionalizzare i costi attraverso economia di scala, con centrali di committenza e mercato elettronico per l’acquisto dei prodotti.

Il secondo punto fondamentale è lo sviluppo territoriale da incentivare con nuovi posti di lavoro, attraverso la salvaguardia ambientale e tanto altro, ma di questo parleremo dopo. Sviluppo Territoriale per me vuol dire da subito incentivi regionali alle imprese, soprattutto giovanili, così da creare i posti di lavoro per i nostri figli e nipoti.

Nell’ambito turistico, ad esempio, attraverso la promozione di pacchetti ad hoc, sviluppati con l’ausilio di Centri di Coordinamento Turistico a livello regionale, che possano mettere connessione una rete di siti culturali molisani (Altilia, Pietrabbondante ecc.); o ancora attraverso la valorizzazione di contesti ad alto pregio paesaggistico come i famosi tratturi o attraverso la creazione di tracciati ecologici ciclabili, equestri e pedonali. Quel turismo eco-sostenibile insomma oggi in gran voga e che questa Regione deve necessariamente attrarre.

E poi il settore agroalimentare, ambito che oggi sta vivendo una vera e propria riscoperta. Immagini solo il boom di programmi come Masterchef ecc. Credo questo possa essere davvero il volano della ripartenza.

Pensi a tutti i terreni cosiddetti residuali, gravati da usi civici oggi abbandonati (terre con vincoli permanenti che si sostanziano in un beneficio perenne a favore della popolazione a poterli sfruttare ad uso boschivo, seminativo o pascolo). Ebbene oggi più nessuno usufruisce di questi terreni, spesso siti in ambiti impervi o poco raggiunti da infrastrutture primarie, senza quindi alcun guadagno per il singolo e per la comunità.

Attiverei una campagna di bonifica attraverso l’elargizione di fondi regionali mirati a sovvenzionare nuove colture ad alto rendimento, come lo zafferano, le lenticchie ecc… prodotti che se immessi nel giusto modo nella filiera alimentare darebbero un profitto enorme, trovando un’altissima domanda dei mercati.

Quando parlo di “giusto modo” intendo con progetti mirati di marketing alle spalle, ideati e strutturati col supporto regionale per lanciare una globale idea di brand “molisano”, ad oggi inesistente o comunque non sfruttata a pieno.

Vorrei che un giorno in Italia ed all’estero si parlasse di “caciocavallo molisano”, “tarallo molisano”, “tartufo molisano”, “olio molisano”, come avviene per la pizza napoletana, il panettone milanese ecc.

E ancora vorrei parlare dei nostri giovani che devono tornare a popolare i vecchi borghi. Piccoli paesi che sono la colonna portante della nostra Regione, il fiore all’occhiello di un paesaggio naturale da valorizzare. Pensate che secondo alcuni studi, l’anzianità della popolazione residente in questi paesini connessa al mancato ricambio generazionale, porterà molti di questi centri a sparire in pochi anni.

Minore consumo del suolo. Questo serve. Incentivi alle giovani coppie per riabitare la vecchia casa dei nonni, ristrutturandola e mettendola in sicurezza. Esistono fondi messi a disposizione dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che sovvenzionano l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e questi canali – in caso ad esempio di stabili appartenenti ad Enti locali – sono da sfruttare necessariamente.

Attiverei convenzioni fra Comuni ed Università sotto il coordinamento Regionale per creare degli alloggi “diffusi” per studenti o case per famiglie meno abbienti in tutte quelle costruzioni abbandonate da più di 20 o 30 anni, attraverso espropri mirati degli Enti locali, ristrutturazioni e cessione in uso temporale.

Da queste azioni, con un progressivo ripopolamento, a catena deriverebbe l’apertura di piccoli esercizi commerciali e servizi pubblici (il bar, il tabacchi, il piccolo alimentari, la farmacia, le poste ecc.) portando quindi nuova linfa a tessuti urbani oggi in abbandono. E questo vorrebbe dire, in generale, meno consumo di suolo, meno nuove costruzioni, restauro e recupero del patrimonio esistente ed anche meno costi per gli Enti locali che non dovrebbero in tal modo spendere risorse per portare le infrastrutture primarie a servizio di poche nuove case isolate in campagna ma che potrebbero sfruttare quelle esistenti.

Vorrebbe dire anche salvaguardia dell’ambiente, il terzo ed ultimo punto.

Credo che una Regione con un patrimonio culturale e naturalistico come il Molise debba necessariamente riflettere su quanto ci sia da fare per la sua tutela e salvaguardia.

Vorremmo vivere tutti in luoghi con aria pura, senza smog, senza falde acquifere inquinate dove far crescere sani e sereni i nostri figli o coltivare prodotti della terra privi di agenti nocivi, ma spesso con la bandiera del progresso e dell’emergenza ci siamo trovati strutture come termovalorizzatori spuntare da un giorno all’altro, senza una previa e necessaria condivisione con la popolazione.

Ecco, per dare ascolto a queste popolazione spesso trascurata dalle istituzioni, proporrei l’istituzione fin da subito di Uffici di Monitoraggio Cittadino a livello comunale, al fine di raccogliere le segnalazioni dei cittadini comuni, avviare campagne di indagine approfondita laddove riscontrato un pericolo, procedendo con progetti di bonifica laddove appurati danni all’ambiente ed, in generale, promuovendo la cultura c.d. “green” e segnalando eventuali reati nelle sedi competenti.

Ho detto tanto? Pensi che è solo l’inizio di quanto farei.

Ammiraglio il programma è davvero ambizioso. Ma una domanda sorge spontanea. I fondi per fare tutto questo?

I fondi non creda che siano pochi, vanno solo mirati verso i progetti validi. E poi chiaramente ci sono i fondi europei, spesso di difficile accesso perché contornati da mille adempimenti burocratici o tecnici.

Istituirei anche qui, a livello locale, dei Centri di Accesso ai Fondi Europei, dove re-impiegare personale già dipendente appositamente formato che faccia da consulente ai quegli imprenditori che hanno progetti da sviluppare.

Guardi sto parlando con tante persone e vedo spesso uno scoramento e una generale mancanza di fiducia nell’attuale politica. L’abbiamo visto anche a livello nazionale.

Vedo però anche tanti giovani che con le idee, la volontà e la competenza portano avanti i propri progetti con successo e tenacia.

Partendo da un esempio di eccellenza molisana già strutturata sul mercato nazionale ed estero, come la pasta “Molisana”, vorrei citarle talune realtà minori ma con una potenzialità secondo me altissima.

Nell’agroalimentare, mi consenta di citare una giovane azienda come “OroMinerva”, fondata da due imprenditori di Cerro al Volturno – Nico Colicchio e Domenico Farrocco che, con grande capacità e visione fuori dal comune, in poco tempo e grazie all’accesso ai fondi europei, hanno saputo dare slancio ad una nuova impresa dal carattere “tipicamente molisano”.

In altro ambito, ma che merita certamente una menzione, si attesta il brand “MyOlivetto”, ideato e portato avanti da un giovane imprenditore di Venafro – Giuseppe Oliva che, grazie alle potenzialità del digitale, sta espandendosi anche verso mercati esteri.

Da ultimo, le cito l’emblema di sviluppo territoriale, un progetto di marketing mirato a creare quello di cui prima parlavo – il brand Molise. Si chiama “Il Molisano” ed è stato elaborato da un altro giovane ragazzo con idee e capacità da vendere – Angelo Cozzoni.

Sono queste le idee di Molise che condivido, questi i giovani che voglio aiutare e riuscirei a farlo solo se sostenuto dai miei compaesani!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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