CGIL – Le proposte del sindacato ai 4 aspiranti Governatori

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CAMPOBASSO – La Cgil si presenta ai 4 candidati aspiranti governatori della Regione e fa le sue proposte per ridare sviluppo e speranza al Molise.

Il segretario generale Sandro Del Fattore in una conferenza tenutasi nella sede del sindacato a Campobasso ha aperto la discussione illustrando quei temi ritenuti fondamentali dal sindacato per ridare una speranza e una prospettiva al Molise, ad iniziare dal problema del lavoro;

“I dati INPS nel raffronto tra il 2015 e il 2017 ci dicono che i contratti di lavoro a tempo indeterminato passano da 10.033 del 2015 a 9.603 del 2017. Sostanzialmente si dimezzano. I contratti a tempo determinato, passano invece, da 11.246 del 2015 a 19.572 del 2017. Il part-time involontario passa dal 14% al 20,4% in linea con la tendenza nazionale. L’occupazione che si crea è una occupazione prevalentemente a tempo con contratti anche di pochi mesi soprattutto per i giovani che, sempre di più, lasciano il Molise alla ricerca di una prospettiva migliore. Vanno costruite certezze per i tanti precari presenti a livello regionale. Spesso si dice che mancano le risorse per lo sviluppo e il lavoro, non è esattamente così, le regioni del mezzogiorno ad es., possono sviluppare iniziative comune per rivendicare un uso diverso delle risorse comunitarie. Anche in questo caso è utile riportare qualche dato.

La decontribuzione prevista dal jobs act, ha impegnato 17 miliardi di euro per produrre lavoro precario come i dati dimostrano, con incentivi e manovre IRAP si arriva ad una somma impegnata di 40 miliardi di euro. E’ stato calcolato che di quei 40 miliardi spesi solo 2 sono tornati in termini di investimenti. Parte di quelle risorse sono state prese proprio dal fondo di coesione e sviluppo, uno strumento nazionale che serve per investimenti nelle infrastrutture di cui l’80 % va destinato proprio al mezzogiorno. Nella nostra regione ci si è dotati di strumenti quali l’area di crisi semplice e complessa per affrontare la crisi dell’Ittierre, della Gam, dello Zuccherificio e del settore metalmeccanico, ma dopo le trionfalistiche aspettative iniziali del mondo della politica locale, la realtà che ci si ritrova ad affrontare è assai diversa.

Le imprese e i possibili investimenti sono minori delle iniziali manifestazioni d’interesse e i tempi di rilancio produttivo non collimano con la durata e la copertura degli ammortizzatori sociali. E chi si candida oggi alle elezioni regionali non può sottovalutare gli effetti di questi problemi nella vita dei cittadini. Bisogna ritornare a investire nelle politiche attive capaci di garantire sostegno al reddito e ricollocazione dei lavoratori. Qui in Molise, ad esempio, ci sono delle priorità legate ad emergenze e peculiarità di questo territorio su cui si potrebbero far rientrare diverse politiche di sviluppo. Basti pensare che quasi la totalità dei comuni molisani è interessata dal rischio idrogeologico; investire in questo settore, quindi, permetterebbe non solo di sanare le ferite aperte ma anche di prevenire ulteriori danni e monitorare gli sviluppi futuri.

Tutto questo va fatto necessariamente con tecnologie sofisticate, ed ecco che si creerebbe la possibilità di nuove politiche industriali e si potrebbero aprire nuovi mercati, senza dimenticare il recupero del patrimonio edilizio esistente. Inoltre, la CGIL propone che accanto al Piano per lo sviluppo rurale si finanzino progetti per i distretti dell’agricoltura biologica, ciò significherebbe aprire un’ulteriore possibilità di filiera in loco. E cambiando punto di osservazione, non si può non parlare della sanità pubblica ormai quasi totalmente sostituita dalle convenzioni con i privati. Bisogna che il futuro Governo regionale torni a investire nel settore pubblico a garanzia di servizi universali e, considerato che siamo una regione che si sta spopolando e invecchia sempre più rapidamente, la CGIL chiede che si torni a implementare il Fondo regionale per la non autosufficienza , si superi il super ticket sulla diagnostica specialistica e si faccia una programmazione che sviluppi azioni sociali territoriali più rispondenti alle necessità dei cittadini.

I temi delle aree interne, delle infrastrutture sia viarie che tecnologiche, dell’agricoltura, della cultura, del turismo, della formazione, del dissesto idrogeologico, del sociale e di una nuova programmazione regionale, rappresentano per la CGIL nel concreto possibili azioni da cui ripartire immediatamente per riavviare l’economia e l’occupazione. Occorre riorganizzare e migliorare la funzionalità delle istituzioni. nella nuova fase che riteniamo si debba aprire, il ruolo dell’istruzione, dell’università e degli enti pubblici in genere è importante . Occorre ripartire dalle competenze e dalle capacità che ciascuno sarà in grado di mettere in campo.

“Noi come CGIL – conclude Del Fattore – continueremo a farlo per quanto di nostra competenza, il rinnovo delle RSU nei settori della FP e della FLC che si terrà nei giorni 17-18-19 aprile prossimo, rappresenta una opportunità straordinaria per rafforzare una idea di efficienza, competenza e capacità per tali ragioni, chiediamo un consenso alle nostre liste e ai nostri candidati FP ed FLC . La CGIL auspica che durante questa ultima fase di campagna elettorale ci sia molta più attenzione al dramma del lavoro e della povertà, a cosa si intende fare per rilanciare l’occupazione, quali sono le proposte per affrontare i temi delle filiere come quella avicola ( GAM ) come si intende dare seguito agli impegni istituzionali e sociali già assunti in consiglio regionale sul futuro di centinaia di lavoratori a partire ad es. da quelli dell’ex Zuccherificio, come si pensa di intervenire sul dramma sociale degli ammortizzatori in scadenza e dei precari”.

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