UNIVERSITÀ – La proposta di Cefalogli al neopresidente Toma: “A Isernia nuovi corsi di laurea”

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ISERNIA – Dopo l’accordo tra Asrem, Regione Molise e Curia di Isernia che ha permesso la riapertura di Scienze Infermieristiche nel capoluogo, il professor Giovanni Cefalogli propone al neopresidente, Donato Toma, nuove idee circa la questione universitaria nel capoluogo pentro.

“Intendo esprimere la mia più totale soddisfazione per il risultato raggiunto per l’apertura della sede di Scienze infermieristiche (La Sapienza) nel palazzo della Curia in via Mazzini a Isernia. – ha detto Cefalogili – Frutto di un consistente lavoro durato dieci anni insieme a Maria Teresa D’Achille”.

“Negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito all’impoverimento di una città dovuto anche alla chiusura delle sedi universitarie. – ha proseguito – Ecco perché il risultato raggiunto ci permette di guardare avanti con uno sguardo positivo e ripartire con la formazione delle professioni sanitarie che da sempre ha contraddistinto la nostra provincia, prima in Molise a dotarsi di un corso per infermieri. C’è quindi una tradizione e una professionalità nel campo acquisita da anni di lavoro, riconosciuta, che rende la nostra zona attrattiva per i trasferimenti e i percorsi di studio nell’ambito sanitario”.

“La perdita dei corsi di laurea, e di conseguenza degli studenti, ha comportato una doppia crisi nella città: quella professionale e quella economica. – ha commentato ancora Cefalogli – Ben 90 studenti, di igiene orale, infatti, sono stati perduti e spostati a Latina per la mancanza di aule, 30 posti di infermieristica spariti. Significa che ogni anno circa 120 studenti non possono crearsi un percorso di studi a Isernia. Perdite anche in termini economici se si pensa che un singolo studente può arrivare a spendere 1000 euro al mese tra affitto e altre spese”.

“La proposta che rivolgo al neo presidente Donato Toma, pertanto, è quella di pensare alla realizzazione di un polo di formazione delle professioni sanitarie e inserire nuovi corsi di laurea, a Isernia. – ha concluso –  Creare un circuito virtuoso di alta formazione che possa garantire ai giovani di studiare e nello stesso tempo garantire un’alta professionalità alle cliniche e agli ospedali”.

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