SANITA’ – “Cardarelli” alla “Cattolica”, diventa tutto privato?

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CAMPOBASSO – Come sempre non si capisce come e quando si concretizzeranno certi provvedimenti e chi li comunica spiega debolmente i termini e i principi della loro finalizzazione o conclusione. Siamo all’integrazione Cattolica Cardarelli. Un trasferimento o una chiusura del Cardarelli? I Cinque stelle presentano una determinazione di questo tipo pensata e legittimata da atti da parte del presidente Frattura con un  decreto, perciò, dello stesso Commissario ad acta della sanità che porta la data di poco più di una settimana fa. Vorremmo capire carte alla mano e avere spiegazioni di quanto succede in questo tormentone che ormai impazza da mesi e all’interno del quale ognuno aggiunge tempesta. Chiediamo del Cardarelli: cosa ne sarà da un punto di vista strutturale una volta terminati i lavori di adeguamento sismico come ormai si sottolinea da giorni con un appalto già in itinere da circa 50 milioni di euro, il suo contenuto sarà nel privato per via del suo travaso in Cattolica con  offerta e prestazioni di tipo pubblico? Aspettiamo notizie più precise dai Cinque stelle che ci sottopongono il comunicato sotto riportato e soprattutto dal governo regionale ancora in carica. Al di là di alcune precisazioni o indicazioni le zone di ombra sono ancora molte. Ci aspettiamo conferme ufficiali.

Il direttore

Questa la nota dei portavoce dei Cinque stelle

“Il MoVimento 5 Stelle si è sempre battuto per una sanità pubblica e di qualità. Il Decreto del Commissario ad acta numero 46 del 26 aprile 2018 prevede, tra le altre cose, la chiusura dell’ospedale Cardarelli di Campobasso e il conseguente trasferimento di tutti i reparti presso gli edifici, esistenti e da realizzare, della Fondazione Giovanni Paolo II. I portavoce del MoVimento 5 Stelle sono pronti, a qualsiasi livello, ad agire per cercare in primis la trasparenza, che in questo caso non è solo un concetto fine a se stesso ma lo strumento per comprendere e smascherare il piano di progressiva privatizzazione della rete ospedaliera regionale che denunciamo da anni.

Lo faremo mediante atti di sindacato ispettivo ai vari livelli istituzionali per avere copia degli ultimi verbali del Tavolo tecnico interministeriale, nonché del contenuto dell’accordo di integrazione Cardarelli-Fondazione, e interrogando direttamente il Ministero della Salute.

Il provvedimento adottato dal Commissario ad Acta, Paolo Frattura, è politicamente scorretto per modi e tempi. Soprattutto, alla luce delle innumerevoli dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Regione Donato Toma durante la campagna elettorale (e del silenzio di queste ore), ci chiediamo quale sarà la linea politica che il futuro Governo regionale intende assumere sulla questione.

Verrà avallato questo piano di investimento che prevede l’assorbimento di strutture pubbliche all’interno di strutture private o si valuterà l’individuazione di una nuova area da destinare alla costruzione di un ospedale regionale con una struttura antisismica, moderna e meglio connessa a tutta la rete ospedaliera regionale?

Ma sono anche altri gli interrogativi che ruotano attorno a questa operazione. La proprietà degli immobili di chi è? Cosa succederà se la Fondazione, per qualsiasi motivo, dovesse chiudere? Inoltre mancano dettagli su prestazioni, responsabilità, farmaci, medicina difensiva e pronto soccorso.

Senza un protocollo d’intesa chiaro e dettagliato restiamo nel campo dei vuoti annunci, mentre qui si parla della salute dei cittadini. Servirebbe la massima trasparenza. Questo dovrebbero saperlo sia il Commissario Frattura che il Presidente Toma.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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