REGIONE – Già mal di pancia, la Giunta aspetta Mazzuto, Toma anticipa riequilibri e obiettivi

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CAMPOBASSO – Sono forti le fibrillazioni e i mal di pancia nella maggioranza dove le posizioni di Aida Romagnuolo di “Noi con Salvini”, per il momento, di Vincenzo Cotugno di Orgoglio Molise e di Quintino Pallante di Fratelli d’Italia restano in bilico o quantomeno da risolvere soprattutto sul piano politico.

La Romagnuolo che si trova senza alcun incarico avendo rifiutato dapprima l’assessorato per le presidenza del Consiglio coltiva l’intenzione di restare almeno in una condizione politica di neutralità o addirittura di formare un nuovo movimento di idee e di programma, certamente poco disponibile a guardare alla finestra quando tra qualche ora entrerà in Giunta anche Luigi Mazzuto, da esterno, su ordine del partito. La Romagnuolo rimane, quindi, in sospeso nell’area di maggioranza ma la voglia di assumere almeno un atteggiamento di appartenenza neutro o addirittura o di rottura permangono comunque fondate.

Ovviamente una presenza così in maggioranza crea qualche e soprattutto timore per quanto possa succedere in futuro. Vincenzo Cotugno ha un diavolo per capello, si vede pur non dicendo a tema neppure “a”.  Il suo aplomb pur essendo imperturbabile lascia trasparire, infatti, dal volto molta amarezza e prostrazione. Il suo entourage compreso l’europarlamentare Aldo Patriciello patron della lista Orgoglio Molise è arrabbiatissimo. Avrebbe voluto assegnata a Cotugno la delega all’agricoltura mal digerendo tra l’altro l’assegnazione di due assessori alla lista di Forza Italia che ha espresso sul campo tre consiglieri. Ora si spera che con l’arrivo di Mazzuto le deleghe vengano riequilibrate e quindi ridistribuite andando a rimpolpare i settori di competenza dell’assessorato assegnato a Orgoglio Molise che in Consiglio è espressione di due unità che comunque vanno tenute buone lungo il percorso della XII Legislatura.

Quintino Pallante è un altro che avrebbe voluto un posto al sole o da presidente del Consiglio o da assessore. Potrebbe andare a ricoprire il ruolo di Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale che sembra non allettare alcuno e neppure lo stesso Pallante.

Insomma il neopresidente Toma ha già le sue gatte da pelare. Giura che troverà un equilibrio per tutti scongiurando e cancellando i musi lunghi e soprattutto tenendo lontano ripicche e risentimenti che a lungo andare potrebbero minare o frenare  il cammino amministrativo e politico del suo mandato. Con la consapevolezza che in questo momento, come ha riferito già oggi alla prima convocazione del primo Consiglio regionale, che da qui in avanti bisogna lavorare sodo e per fare questo c’è bisogno di unità e di grande impegno comune. Lui ha messo dei paletti. Monitoraggio dell’attività dei suoi collaboratori ogni sei mesi. Chi non gira va fuori. Aspettiamo, quindi, prima di giudicare. E ci auguriamo finalmente che la caccia ai posti sia commisurata agli obiettivi di partenza, prefissati, senza sconti. Chi non va torna tra i banchi dell’aula.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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