
COMUNALI – Gianna Enrica Galifi, 32 anni, candidata per le elezioni del nuovo consiglio comunale con la lista civica Venafro nel cuore, laureata in Scienze Politiche e specializzata in Europrogettazione, da circa sei anni si occupa di opportunità di finanziamento a livello regionale, nazionale e comunitario per progetti di sviluppo e innovazione in diversi settori, è stata raggiunta telefonicamnete rispondendo ad alcune domande.
Perché la candidatura?
Ho scelto di candidarmi motivata dalla spinta a possibilità di rinnovamento e cambiamento per l’obiettivo di una Venafro migliore. E’ palpabile quanto questo sia un periodo di grandi incertezze: nei contatti che sto avendo con le persone è evidente la disaffezione dalla politica, la sfiducia, il distacco, e molto spesso la disillusione perché tante soluzioni attese sono state in realtà disattese. Credo che questo sia il momento della lealtà e della verità della concretezza. Mi sento pronta a dare tutto il mio impegno e la mia voglia di fare per contribuire a far ripartire la nostra Venafro con le sue frazioni e con essa tutti Noi.
Come vivi questa esperienza?
Evito di alimentare le continue polemiche sui fas e nefas (cose fatte e non fatte) dalle amministrazioni passate, sterili e inutili, in quanto il nostro tempo è questo: siamo qui e ora, preferisco guardare all’amministrazione comunale del futuro.
Sono consapevole delle esigenze e delle necessità del nostro Comune; in questi giorni di campagna elettorale sempre più in fermento, inevitabilmente vengono prospettati programmi e progetti da ciascuna delle parti in campo: sono programmi o contratti con i cittadini, posti all’attenzione pubblica, che provengono da valutazioni studiate e da cantieri di idee senz’altro meritevoli, ma è pur vero che spesso rischiano di restare vuota retorica. Infatti, storicamente il divario tra quanto si è annunciato nei programmi e quanto poi si è riusciti a realizzare è sempre troppo grande. Certo, nessuno ha la bacchetta magica, ma bisogna prendere atto che la profonda delusione dei cittadini è assolutamente legittima.
Le indicazioni emerse dagli incontri e dagli ascolti che sto avendo con le persone e con i quartieri, sembrano dare aspettative semplici: parlano di strade in alcune zone poco illuminate, di raccolta rifiuti non adeguata, di manto stradale sconnesso, di inquinamento avvertito come un rischio pesante, di viabilità confusa per veicoli e pedoni, di scarsa sicurezza, di parcheggi quasi impossibili da trovare o a breve forse tutti a pagamento, di indecorosità urbana e di trascuratezza che a volte è vero degrado, per non parlare dei riferimenti alle tasse comunali elevate ed alla carenza di servizi alle famiglie. Già la rimozione di questi disagi sarebbe molto più di un altisonante programma.
Quali sono i settori sui quali intervenire prioritariamente per far ripartire Venafro?
L’assoluta priorità per chi amministra e governa un Comune come il nostro deve essere una soluzione al devastante quadro rappresentato dall’esodo dei giovani per via dell’assenza di risorse lavorative, di opportunità occupazionali e di realizzazione professionale. Certo, questo è un problema che non riguarda solo Venafro. Però, abbiamo l’urgenza di sfruttare le molteplici potenzialità che Venafro può avere per ridare ai giovani la positività di volere e potere costruire qui il loro futuro. Penso al ricco patrimonio storico, artistico, culturale e archeologico, alle eccellenze dell’agro-alimentare, alle potenzialità della nostra agricoltura, agli itinerari naturali e paesaggistici, a migliorie nei collegamenti con i comuni del territorio circostante, alle innovazioni che possano rendere Venafro più attrattiva; senza dimenticare sostegno e sviluppo di risorse occupazionali del territorio. Tutto questo va tradotto in termini di rilancio di nuova imprenditoria a livello commerciale, industriale, turistico e sportivo, nonché di vivacità e proposte culturali.
Ritengo che occorra ripartire da progetti a sostegno delle piccole medie imprese e start up, coinvolgendo anche l’università in questo tipo di iniziative, iniziando a lavorare sulle risorse che abbiamo, e non sono poche, valorizzando e incanalando le tante energie profuse, in questi anni, dai singoli cittadini e dalle Associazioni già presenti, sostenendo il volontariato e tutte le persone impegnate nel campo sociale, sportivo, culturale e ricreativo che rappresentano una parte importante della nostra comunità. Ovvero, progetti che trovino priorità di finanziamento e generino benefici diffusi e per tutti indistintamente, nonché misurabili sulla base della sostenibilità ambientale, della qualità della vita e della creazione di nuove opportunità di lavoro.
Altra priorità è rappresentata dall’importanza di garantire servizi di assistenza sanitaria efficienti ed efficaci per tutte le età, considerando in particolare l’elevata presenza di anziani del nostro territorio che richiedono attenzioni specifiche ed elaborazione di progetti mirati al sostegno di strutture e famiglie.
In conclusione?
Lo scenario sotto gli occhi di tutti è questa nostra Venafro piena di problemi pressanti non risolti e urgenze diventate indifferibili.
Parlavo all’inizio di disaffezione, distacco e sfiducia nella politica. In questi giorni in cui ognuno in paese è pressato da continue e molteplici richieste di voto, mi viene in mente di parafrasare una citazione di Trotzkij (riferita alla guerra, ma molto calzante anche per la politica)
“Può darsi che tu non sia interessato alla politica, ma è la politica che s’interessa a te”
Una buona amministrazione può nascere solo da una buona politica, e la buona politica è quella che s’interessa a ciascuno, che incontra e ascolta. Questo è quello che sto cercando di fare: incontrare e ascoltare.
In conclusione, credo fermamente di poter lavorare ad obiettivi realizzabili per una Venafro migliore, mettendo a disposizione le mie competenze nell’intercettare le opportunità di finanziamento a sostegno di progetti di sviluppo e innovazione. Mi spenderò per una Venafro che faccia poter tornare i venafrani orgogliosi di essere venafrani.
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