SICUREZZA – Molise, protocollo interforze su infiltrazioni criminose

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CAMPOBASSO – Come prevenire e neutralizzare attività criminose attraverso azioni e servizi  integrati e di sicurezza partecipata.

Il Molise appena sfiorata da incursioni di natura criminale quindi ancora abbastanza lontana per affondare in un sistema organizzato sul territorio di questo tipo,  cerca di mettersi con le spalle al sicuro o quantomeno di schierarsi  in un campo dove tutte agiscano tutte quelle forze dell’ordine capaci  di arginare fenomeni  di criminalità diffusa  pronta a radicalizzarsi a occultarsi nel tessuto sociale, imprenditoriale e quindi economico della regione.

Da qui è nato il Protocollo d’intesa, presentato stamane presso la scuola allievi della Polizia di Stato alla presenza dei più alti vertici della sicurezza sul territorio e della Giustizia. Accordo firmato sostanzialmente tra i 3 Procuratori giudiziari del distretto Molise  con l’ausilio delle due Questure, i  Comandi della Guardia di Finanza e dei  Carabinieri. Tutti e tre interpretano nell’azione di prevenzione un ruolo  investigativo fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo finale

“Sul territorio molisano- ha spiegato il presidente della Corte d’appello del Molise dott. Rispoli – non abbiamo accertato sodalizi criminosi però ci sono possibilità che ciò avvenga spigabilanch dauna crisi che non ha colpito molto il Molise”

Fulcro centrale della programmazione sulle decisioni da intraprendere spetta alla Procura della Repubblica. Che accertata la discrezionalità della notizia arrivata in Procura o di un fatto riportato dai cittadini, procede o meno ad attivare il Protocollo. Mediante la coodelega . Che è l’entrata in campo o della Polizia, per la generalizzazione e quindi la ricerca sui due capoluoghi di dati, autorizzazioni e quanto delegato dall’informativa spedita dalla Procura, i Carabinieri, se i soggetti in causa o presunti  non provengono dal Molise e quindi l’indagine si sposta su altri centri limitrofi o nazionali, e la Guardia di Finanza, se trattasi di aspetti finanziari. Alla fine di quanto verrà redatta  unica consegnata al Procuratore competente che valutati  gli elementi e  le notizie raccolti valuterà il da farsi. Funzione di raccordo tra i 3 Procuratori della Repubblica sarà il dott. Rispoli .

“Siamo convinti – precisa ancora il Presidente della Corte d’Appello del Molise dott. Guido Rispoli – che in questa materia specifica fare rete è fondamentale. Per scovare e prevenire interventi e azioni spesso nascoste e mascherate di qualsiasi natura criminosa di cui ogni forza è specializzata e quindi in grado di prevenire. Soprattutto in tema finanziario con l’immissione di capitali in nero in attività imprenditoriali che mettono ovviamente in crisi il sistema locale.”

Il Procuratore della Repubblica dott. Nicola D’Angelo ha osservato che “Il Protocollo è uno strumento di forte dinamismo nell’interazione preventiva sul territorio che dovrà  essere la cinghia di trasmissione tra i 3 Procuratori . Gli obiettivi di questa iniziativa sono tre: lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti,  lotta alla criminalità organizzata che qui trova vuoti dove poter operare utilizzando la manovalanza di spacciatori e quant’altro della piccola malavita locale, interventi  patrimoniali su ogni tipo di sequestro. Credo e sono fiducioso che da questa mirata organizzazione verranno fuori buoni risultati”

Gli interventi a sostegno del Protocollo da parte della massima rappresentanza della Guardia di Finanza delle due Questure e dei Carabinieri, hanno messo in evidenza che l’obiettivo da raggiungere è quello di realizzare con una spiccata prevenzione  un argine che non consenta l’entrata sul territorio della malavita organizzata e per effettuare incursioni delittuose di ogni tipo e di non permettere l’avvio o il consolidamento di strutture commerciali o finanziarie con capitali riciclati e quindi in nero. Il comandante regionale del Molise gen. Simmarco ha sottolineato quanto non sia un caso che il Molise goda di un contesto abbastanza tranquillo grazie al lavoro delle Forze dell’ordine: Carabinieri Polizia e Guardia di Finanza che, ora, sarà ancora più rafforzato con l’accordo interforze e giudiziario che dalle finalità sottoscritte dovrà scoraggiare qualsiasi approdo e impianto in loco di esercizio malavitoso.

Uno strumento quindi che serra ancora di pù le maglie tra le forze di controllo del territorio icome hanno spiegato i due Questori di Campobasso e Isernia in un sistema di prevenzione che ottimizza gli uomini presenti nelle Caserme senza dispersione di energie e risorse trovando un raccordo giudiziario preciso puntualizzato dall’inizio alla fine di ogni operazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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