POLITICA – Pd verso un nuovo progetto. Nove membri delle tre Federazioni regionali traghetteranno il partito al Congresso

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CAMPOBASSO – Nove nomi, tre per ogni Federazione, Campobasso, Isernia e Termoli, andranno a formare un direttorio, una sorta di supplenza breve in attesa del Congresso di ottobre dove saranno votati tutti gli organi di guida del partito democratico.

A tanto si è arrivati alla riunione o alla convocazione dell’assemblea del Pd di oggi al Dopolavoro ferroviario di Campobasso dove in sostanza non è successo nulla di diverso da quanto ci si attendeva.

Un Comitato, quello che dovrà formarsi,  che dovrà lavorare, figuratevi in periodo estivo,  con i consiglieri regionali quando  l’attività sarà quasi ferma, in raccordo con i consiglieri regionali Fanelli e Facciolla, i presidenti delle due Province e i sindaci di Campobasso e Termoli per arrivare al Congresso del Pd in autunno. Quindi il segretario Fanelli e la sua segreteria sono dimissionari. E questo non è una novità dopo tutto quello che è accaduto sia nelle Politiche sia nelle Regionali e le batoste registarate in ambedue le competizioni elettorali e soprattutto dopo le polemiche gli odi i risentimenti che sono stati un disastro politico e soprattutto una esacerbazione dei rapporti personali all’interno del partito una volta maggioranza nella massima istituzione locale la Regione..

Sebbene tanto  ancora nell’assemblea di stamane si sono registrate prese di posizione che non trovano alcuna giustificazione sul piano politico e strategico nel rilancio e sulla conduzione di un partito che ha perso pezzi numeri e posizioni rilevanti e che ora cerca affannosamente di riabilitarsi. Presenti all’assemblea l’ex presidente Frattura che vuole riconquistare terreno nel Pd per ricostruire un’immagine frettololosamente dispersa in 5 anni di governo regionale abbastanza discutibili, l’ex assessore regionale Facciolla che evidentemente  vuole materializzare meglio nel partito in cui solo da poco si è iscritto quanto ha raccolto alle ultime Regionali, gli amministratori Battista Bucci Coia Sbrocca Paglione e altri pronti a calarsi nelle prossime amministrative del prossimo anno quando soprattutto si rinnoveranno i Consigli comunali dei Comuni più grossi della Regione Campobasso e Termoli. Assenti Ruta e Leva, Totaro e quant’altri.

Nulla di nuovo, comunque, nell’Assemblea di oggi. Un copione modesto senza grandi slanci che ancora risente di posizioni e atteggiamenti che non sono stati evidentemente assorbiti e chiarirti. Una serie, pertanto, di mea culpa di denuncia di mancata e dovuta comunicazione da parte soprattutto della massima istituzione regionale  e la voglia di “ripartire”  un termine annunciato in maniera abusata e senza supporti collegiali e formalizzati da tutti sperando che quelli che ora si battono le mani sul petto cambino atteggiamenti e diano ascolto alla gente e interpretino le esigenze di quest’ultima laddove hanno ancora un ruolo di governo a livello territoriale.

Il riconoscimento degli errori è un elenco della spesa. Riconquistare la fiducia del popolo elettore al di la delle barricate all’opposizione, in una situazione del genere all’indomani di un’uscita così’ clamorosa dalla gestione della cosa pubblica, diventa ancora più difficile se non si articola  un nuovo programma e patto solidale strettamente con i molisani. Ci vuole una grande prova di maturità di sincerità e di atti concreti anche attraverso il fronte dell’opposizione. Il fallimento di elezioni perse c’è stato. Prova il consenso e la fiducia degli elettori che si sono girati altrove. Le chiacchiere che si identificano “al ripartire, abbiamo sbagliato, dobbiamo ritrovare la pace e l’unita soprattutto tra di noi” non interessa a nessuno. La gente del centrosinistra chiede di avere a che fare di cimentarsi con un progetto che abbia continuità nel tempo che coinvolga tutte le fasce sociali soprattutto quelle più sensibili e deboli e che si avvii una discontinuità e da qui un rinnovamento fuori dagli schemi e dagli attori che ancora oggi gestiscono e condizionano la vita di un partito ridotto al di sotto della soglia delle due cifre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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