LAVORO – Il Molise escluso dall’Accordo nazionale per le politiche attive del lavoro di Poste italiane. Protesta la Uil

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CAMPOBASSO – Il Molise insieme all’Abruzzo, escluse dall’Accordo Nazionale per le Politiche attive del lavoro di Poste Italiane S.p.a. La Uil fa le barricate non ci sta e grida forte : “Decisione illogica”

Uilposte Molise e Uilposte Abruzzo critici sull’Accordo Nazionale riguardante le Politiche attive del lavoro di Poste Italiane S.p.a che, se da un lato ha il merito di aver creato buone aspettative a numerosi lavoratori, di fatto, taglia fuori le due regioni.
Il documento che ha dato speranze a circa 2206 giovani precari, trasformando 1126 contratti da part-time in full-time e prevedendo 1080 stabilizzazioni di contratti a tempo determinato utilizzati nel servizio di recapito, nulla ha previsto per Molise e Abruzzo. Alle due regioni, infatti, secondo quanto deciso da Poste Italiane S.p.a spetterebbero zero trasformazioni, zero consolidamenti e zero mobilità.
Una decisione questa, che ha spento l’entusiasmo iniziale della Uilposte e che, di contro, la medesima azienda ha giustificato con quello che ritiene un esubero di personale in tali aree. “A noi risulta, però, esattamente il contrario. Da tempo si lamenta un’atavica esiguità di personale negli uffici di cluster A2 e B, spesso lasciati senza operatori di sportello”, ha detto a tal proposito il segretario regionale Uilposte Molise, Aniello Pascarelli che ha inteso coinvolgere i confederali per un documento indirizzato all’Azienda, che è stato siglato anche dalla segretaria regionale Uil Molise, Tecla Boccardo, dal segreterario regionale Uil poste Abruzzo, Tiziano Del Gallo, nonché dal segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo.
“Ho voluto coinvolgere i confederali, – ha spiegato Pascarelli – perché non ci troviamo più dinanzi a un problema che riguarda solo Uilposte. Non aver trasformato alcun contratto da part-time in full-time, non aver stabilizzato i contratti a tempo determinato e non aver attuato la mobilità nazionale, dando ad esempio la possibilità ai lavoratori di altre regioni a trasferirsi in Molise, significa aver penalizzato la possibilità di sviluppo della nostra regione, sempre più lontana da una chance di ripresa economica. Tutto questo non avrà altro che effetti ancora più negativi su un’area geografica e una realtà sociale, economica che già di per sé è penalizzata. Il tutto – ha poi concluso il rappresentante sindacale – sotto uno sguardo assente della politica regionale e nazionale”.
“La Uilposte Molise e Abruzzo, – si legge inoltre nel documento sottoscritto dai confederali  – non può approvare il programma Aziendale che esclude le realtà regionali nel beneficiare delle politiche attive del lavoro, considerando il momento storico, la crisi economica che ancora produce i sui effetti negativi, la piaga della disoccupazione giovanile giunta ormai ai massimi storici, fanno in modo che questa decisione illogica aziendale venga osteggiata anche dai Confederali Regionali della Uil perché non è più un problema legato alle dinamiche della singola categoria, ma al contrario è problema sociale. Auspicando un ravvedimento dell’azienda sulla scelta insensata, ci riserviamo di indire ulteriori iniziative che riterremo opportune”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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