SANITA’ – Sfilata e protesta silenziosa a Larino. Subito il ripristino delle specialistiche emergenza urgenza

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LARINO – Sanità da rifondare o quantomeno da rivedere sostanzialmente.

La morte del 47enne di Larino per emorragia cerebrale, portato qua e là senza che in regione fosse stato sottoposto ad un Tac, guasta quella di Termoli, ha riaperto la piaga su una sanità che offre poco e male al cittadino molisano.

Associazioni e Comitati ieri pomeriggio partiti dall’ospedale “Vietri” di Larino hanno sfilato per le vie del centro frentano in modo silenzioso e discreto ribadendo che il programma operativo sanitario va riconfigurato soprattutto negli ospedali alla riconsiderazione della specialistica che dovrà essere riposizionata anche e soprattutto sulla emergenza urgenza. Il caso verificatosi martedì scorsa e che ha visto protagonista un paziente colto da emorragia cerebrale ricoverato sul posto trasferito poi a San Giovanni Rotondo  per non avere trovato a Termoli la disponibilità per una Tac, guasta, trasferito a San Giovanni Rotondo dove per le condizioni diventate drammatiche ha perso la vita, è emblematico.

Da questo ieri manifestazione a Larino dove  la gente frentana in collaborazione con il Forum è scesa in strada a difesa della sanità pubblica con in testa il dott. Italo Testa ex primario chirurgo del “Cardarelli” di Campobasso dei vecchi tempi. Il corteo si è formato davanti al nuovo ospedale “Vietri”, una struttura che è costata parecchi milioni di euro inuagurata soltanto pochi anni fa che doveva servire per ospiatre un assistenza di eccellenza visto i tanti reparti che hanno fatto scuola nell’offerta locale ed interregionale negli anni passati  rimasta ora quasi a mero punto di emergenza di 118.

Ovviamente la manifestazione, ha voluto essere anche vicino alla famiglia Cesaride  che  ha dovuto sopportare il dolore improvviso per la morte di un suo congiunto ed ha espresso la protesta contro i tagli ad un sistema che non garantisce più il diritto alla salute. Ora tutti parlano di rivedere il decreto Balduzzi, un’operazione locale comunque per niente facile all’interno di un sistema politico ove alcuni interessi reggono anche l’equilibrio che aiuta e agevola il governo della Regione.  E’ evidente la svolta che si è voluto dare alla sanità e cioè la difesa o il rapporto con il privato invece del potenziamento nel pubblico. Rimettere mano soprattutto ai tre ospedali più importanti Campobasso Termoli e Isernia e affidare un ruolo complementare integrato agli altri 3  ospedali, “Vietri” di Larino, “Santissimo Rosario” di Venafro e “Caracciolo” di Agnone e rivalutare le posizioni di Neuromed e Cattolica appare una vera e propria impresa.

Da ripensare subito invece, rimane la riorganizzazione dell’emergenza urgenza soprattutto per la traumatologia grave e la neurochirurgia insieme a tutta l’annessa strumentistica diagnostica e di primo intervento che non può essere assolutamente essere assente da presidi sanitari garanti ad un primo accesso di stabilizzazione del ricoverato o da luoghi di soccorso di comunità che certamente vanno rivisti. Per non parlare di una rete mobile di soccorso su gomma e aerea, con elicottero, in grado di fronteggiare qualsiasi caso ed emergenza.

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