POST TERREMOTO – Il Consiglio di Stato conferma il giudizio positivo per i senza casa esclusi dalle graduatorie di ricostruzione. Ora si profilano azioni risarcitorie. Le paventano i legali dei ricorrenti

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CAMPOBASSO – I giudici della quarta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato hanno detto che  per le case danneggiate con il sisma del 31 ottobre del 2002 quelle di classe A  sono stati assegnati fondi senza criteri predeterminati e quindi in maniera poco trasparente.

Bocciati quindi le assegnazioni sia del governo Iorio che la riprogrammazione delle risorse del post sisma dell’amministrazione Frattura. Quest’ultimo avrebbe riprogrammato i 346 milioni della Delibera Cipe del 2011 molti dei quali per i terremotati, senza chiare valutazioni perché alcuni progetti di abitazioni della classe A  rientravano erano finanziati e altri no. All’epoca 4 anni fa non mancarono contestazioni nel momento in cui venne fuori la specifica graduatoria.

In una conferenza stampa gli avvocati Margherita Zezza Pino Ruta e Massimo Romano hanno spiegato oggi tutti i passaggi di questa vicenda giunta al capolinea al Consiglio di Stato che ha visto coinvolto una quarantina di ricorsi appartenenti a  persone che loro hanno assistito. In precedenza nell’agosto del 2016 il Tar aveva già espresso una sentenza a loro favorevole e lì la Regione pensò di andare all’organo di giustizia amministrativa di secondo grado dove la conlusione è stata ancora sfavorevole all’ente di via Genova. I tre legali, Zezza Ruta e Romano non escludono a questo punto che ci possa essere anche un’ipotesi di azione risarcitoria milionaria per quanti sono rimasti fuori graduatoria mentre ovviamente il governo Toma a questo punto dovrà sbrogliare una matassa molto delicata supportato da quanto stabiliscono norme leggi e quant’altro e in caso prevedere altre somme che ora non si da dove drenare se non nuove (?) tasse. Bisogna appurare e stabilire se quanti non hanno ancora riparato le case danneggiate dal terremoto hanno diritto di ricevere contributi e quindi di poter procedere ai riadeguamenti statici e abitativi avendo ritenuto il Consiglio di Stato di non esserci state plausibili motivazioni per gli esclusi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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