POLITICA – L’on. Tartaglione “La riorganizzazione dei Ministeri si ispira alla logica spartitoria di poltrone”

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ROMA – Il riordino dei Ministeri è ispirato nel Governo solo da una logica spartitoria di potere.

Lo ha detto in aula a Montecitorio la deputata isernina Annaelsa Tartaglione  di Forza Italia che intervenendo sul Decreto legge sui Ministeri ha aggiunto.

“Da un’analisi seria e approfondita del dl ministeri e’ evidente la volonta’ di subordinare il diritto ad una logica solo politica di compensazione e di “spartizione” di poltrone e di competenze. Purtroppo tutto cio’ avviene facendo un danno enorme alle nostre istituzioni e all’economia. Il turismo, infatti, e’ il settore sul quale l’Italia dovrebbe investire di piu’ nei prossimi anni per garantire il lavoro, lo sviluppo e la crescita della nostra economia e meriterebbe semmai la creazione di un ministero ad hoc o al massimo di essere inserito nel ministero dello sviluppo, non certo in quello delle politiche agricole. Purtroppo pero’, dopo aver visto come e’ avvenuta, la scorsa settimana, l’approvazione del decreto dignita’ in quest’aula, e’ ormai chiaro che il buon senso e gli interessi del Paese non appartengono a questa maggioranza”.

Per la Tartaglione e per i deputati azzurri presenti alla Camera dei deputati ci sarebbe una pregiudiziale di costituzionalità nella valutazione del Decreto sulla riorganizzazione dei Ministeri.

“Nel provvedimento in esame il principio di ragionevolezza è evidente che sia stato bistrattato e finanche mortificato. Infatti, si tratta di norme in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri, che mancano del tutto dei presupposti di necessita’ e che sarebbe stato sicuramente piu’ opportuno inserire all’interno di un disegno di legge destinato a seguire l’ordinario iter parlamentare cosi’ come stabilito dall’articolo 95 della Costituzione che affida chiaramente e puntualmente alla legge l’ordinamento della Presidenza del Consiglio, il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei Ministeri”.
“Quello che ci si dovrebbe aspettare da un Governo del cambiamento – conclude la Tartaglione –  e’ come minimo il superamento, in maniera articolata, di ogni ostacolo o resistenza, come quello della burocrazia. Invece, purtroppo, ci troviamo di fronte a un provvedimento che comporta evidenti problematiche in termini di funzionamento dell’apparato organizzativo dei Ministeri, senza che si parli mai di produttivita’ o almeno di progettualita’ con la sola volonta’ di generare caos nonche’ un ulteriore rallentamento nella nostra economia. Tutto questo in barba alla Costituzione, espropriando il Parlamento dalle sue competenze legislative”.

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