POLITICA – Stop bandi periferie, il Consiglio regionale chiede a Toma di intervenire sul Governo

Eleonora Scuncio
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CAMPOBASSO – Decreto Milleproroghe con stop a Bando Periferie.

Interviene anche il Consiglio regionale che stamane ha discusso la mozione, firmata da tutta la maggioranza e dall’opposizione del Pd, che dà mandato al presidente Toma di intervenire a Roma affinchè il governo nazionale, nella votazione alla Camera, riveda le sue posizioni a sfavore di 96 Comuni italiani, tra cui Campobasso e Isernia.

“La sospensione delle convenzioni del Bando periferie – consigliera di maggioranza Eleonora Scuncio – approvato il 7 agosto al Senato, infatti, è un atto che merita piena attenzione da parte del Consiglio regionale del Molise perché oltre al blocco di importanti progetti per riqualificare i quartieri delle città italiane compromette, come evidenziato anche dall’Anci, un principio basilare della programmazione: la continuità dell’azione amministrativa nel caso di bandi e iniziative approvate da specifici atti normativi in quanto molte delle misure legate al Bando sono state deliberate e avviate dai Comuni.

Tra questi enti locali, in tutto 96, ci sono anche due città molisane: il capoluogo di regione, Campobasso, che vede lo stop di 18 milioni di euro e il capoluogo di provincia, Isernia, che vede invece fermare un finanziamento di 10 milioni di euro. E’ incomprensibile come possano essere improvvisamente fermate, almeno fino al 2020, attività già pianificate dai Comuni anche perchè non è possibile pensare allo sviluppo del Paese se non si può contare sulla certezza delle regole e sulla garanzia della continuità dei progetti avviati.

Né sono comprensibili le posizioni dei pentastellati che siedono nei banchi del Consiglio regionale pronti a giustificare qualsiasi decisione del governo nazionale per campanilismo politico ma privi di qualsiasi buona volontà ad impiegare parte delle proprie energie per la difesa del proprio territorio. In fondo, se anche i sindaci a cinquestelle di Comuni che si trovano nelle stesse condizioni di Campobasso e Isernia (vedi Livorno) sono insorti di fronte a tale provvedimento, forse un errore , anche se in buona fede, a Roma è stato commesso. Ed è dovere di noi consiglieri regionali, a prescindere dal colore politico, di fare tutto ciò che è in nostro potere per fermare questo percorso che va a discapito del nostro territorio rinviandone lo sviluppo. Un lusso che il Molise non può permettersi”.

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