ISERNIA – Trasferimento della Giovanni XXIII, i genitori protestano

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SCUOLA – Qualche giorno fa da Palazzo San Francesco è arrivata la conferma circa i trasferimenti degli studenti delle scuole di competenza comunale in edifici più sicuri.

L’edificio “Tagliente”, sito nella zona San Lazzaro di Isernia e già assegnato alle classi della primaria San Giovanni Bosco (elementare, fascia scolastica dai 6 agli 11 anni) nel precedente anno, dovrebbe accogliere la scuola secondaria di primo grado (scuola media) dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, proveniente dalla sede storica di C.so Garibaldi ritenuta non adeguata dal punto di vista sismico, le classi dell’infanzia (materna, bimbi dai due anni e mezzo ai 6) e il “progetto primavera” (bimbi di due anni) dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII provenienti dalla San Leucio.

I genitori e il personale docente e non docente, preso atto della deliberazione comunale citata e del sopralluogo avuto luogo lo scorso 13 agosto, hanno scritto una lettera diretta al Comune di Isernia, nella persona del Sindaco e dell’Assessore De Toma, all’ Ill.mo Prefetto di Isernia, al Comando dei Vigili del Fuoco, all’ASREM Isernia, al Comando dei NAS Carabinieri, alla Preside dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII”, alla Responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale del Molise, alla Regione Molise, nella persona del Presidente della Giunta e dell’Assessore Di Baggio.

I problemi evidenziati nella lettera, firmata da ben 450 persone, sarebbero l’inadeguatezza e l’insufficienza di spazi e servizi igienici della Tagliente.

“Il plesso V. Tagliente – si legge nella lettera – dispone complessivamente di sole 20 aule, come risulta dalla planimetria consegnata dall’Ufficio Tecnico del Comune di Isernia all’I.C. Giovanni XXIII in data 10/08/2018 e depositata presso l’Agenzia del Territorio, mentre le classi da ospitare, tra Infanzia e Secondaria, sarebbero 25, alle quali si dovrebbe aggiungere anche quella per il progetto primavera, che necessita di uno spazio assai capiente. Occorre poi considerare come il legislatore abbia previsto anche la presenza della/e aula/e di defaticamento per i numerosi studenti disabili, della palestra, dell’aula di musica, dell’aula per riporre in sicurezza i numerosi strumenti musicali, della biblioteca, del refettorio, dei laboratori, della sala professori, della segreteria ecc… Neppure si commenta, poi, l’indicazione comunale di utilizzare come aule, spazi autorizzati, invece, solo per riporre beni, totalmente privi dei requisiti di metratura e aereazione e luminosità richiesti dalla vigente normativa. Si rammenta che il Decreto Ministeriale 18.12.1975 e così i successivi interventi normativi prescrivono limiti minimi di dimensione delle aule scolastiche in base al grado di scuola ospitato. Paradossalmente la deliberazione Comunale in questione, avente ad oggetto la ‘sicurezza delle strutture scolastiche’ sembra aver dimenticato proprio la sicurezza della popolazione scolastica. Ad una prima analisi, peraltro, appare evidente che nello spazio complessivo dell’edificio V. Tagliente, anche a voler considerare come aule i tre spazi già autorizzati come deposito, si arriverebbe al numero di 23 aule contro le 25 necessarie per i due gradi di scuola e l’ulteriore per il progetto primavera”.

Dunque aule insufficienti e inadeguate, ma non solo. I genitori sottolineano infatti la mancanza di adeguate vie di fuga in relazione alla tipologia di alunni, dai 2 ai 13 anni, diversi anche portatori di disabilità e numerosità degli iscritti. Oltre all’insufficienza dei vasi e dei lavabi, l’inadeguatezza dei sanitari, a norma per la scuola primaria (elementare) prima ospitata, ma troppo alti e troppo larghi per la scuola dell’infanzia (diversa fascia di età, diversa altezza e autonomia dei bambini).

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