VIADOTTO LISCIONE – Una soluzione ce l’hanno tutti!

Liscione
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CAMPOBASSO – In questi giorni con la paura addosso del terremoto sentiamo riparlare di viabilità alternativa al viadotto del Liscione, un’opera imponente che correndo nell’acqua per oltre 10 chilometri qualche perplessità la genera proprio per il susseguirsi di imprevedibili eventi sismici.

Ebbene da qualche giorno di nuovo tutti in fila a recitare una soluzione.

Chi per l’autostrada, progetto prima bocciato da riprendere in considerazione, chi per una strada a 4 corsie che andrebbe a ricongiungersi all’autostrada a San Vittore, chi per l’ammodernamento della Statale 87 soprattutto nel tratto Bivio Casacalenda-Larino riproposta come una sorta di circumlacuale presa un po’ alla lontana con pendenze e tragitto stradale tutto da correggere e ammorbidire fino alle piane di Larino, chi invece spinge per un’arteria che sulla costa a monte dell’invaso eviti perciò lo specchio d’acqua e in sostanza il lungo ponte.

Ipotesi tutte valide sulla carta perché tutte aggirano il viadotto e mettono sicurezza e tranquillità agli utenti della strada che non transiterebbero in futuro sul viadotto del Liscione.  Ovviamente bisogna scegliere l’ipotesi più comoda e che si realizzi in tempi i più brevi possibili.

Il Molise presenta una vulnerabilità sismica e idrogeologica che non può aspettare altri 50 anni, la situazione geognostica del suo territorio dovrebbe, perciò, stimolare alla massima responsabilità e condivisione sulla scelta. Non si può discutere e accapigliarsi per mesi e anni senza combinare e approdare a nulla.

E’ un problema serio che deve tenere alla porta la politica. Si faccia presto, i 50 anni della Bifernina i disagi di una regione che non riesce ad avere uno sbocco viario naturale sul mare adeguato per l’intera comunità con tutte le conseguenze ovviamente negative che ne derivano, la mancanza di un’arteria sicura e scorrevole da Venafro a Termoli. ora le ferite i rischi e le minacce del terremoto e i problemi del Liscione bastano e avanzano per trovare da subito un ‘idea progetto da pianificare nella programmazione regionale attraverso l’aiuto finanziario dello Stato ed un’azione collettiva che coinvolga tutti.

Un’opera, perciò, da realizzare evitando soprattutto i veti personali e di parte con cui questa regione da sempre deve fare i conti è che costituisce un handicap penalizzante quasi devastante a danno dell’interesse generale.

Il Direttore

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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