AREA CRATERE – Inizio anno scolastico, lezioni nelle casette prefabbricate. Delle 365 scuole regionali 1/3 non è antisismico

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CAMPOBASSO – Chiede risposte chiare e investimenti certi nella formazione e per l’edilizia scolastica senza politiche degli annunci la Flc Cgil Molise alla vigilia  dell’anno scolastico 2018-2019, rivolgendosi anche al governo regionale a cui evidenzia ancora tanti problemi irrisolti.

La Flc Cgil occasione della chiusura delle attività didattiche aveva sollecitato il Presidente della Regione Toma, invitandolo ad attivarsi per affrontare con urgenza le criticità del sistema scolastico molisano (in primis edilizia scolastica e dimensionamento) che altrimenti si sarebbero ripresentate in occasione della riapertura dell’anno scolastico. In tale occasione, nel chiedere di avviare subito un confronto con le parti sociali sulle problematiche evidenziate, manifestammo preoccupazione per il fatto che nel “Programma di Governo” della XII Legislatura regionale mancasse qualsiasi richiamo ai temi della conoscenza.

Ebbene, nonostante le nostre sollecitazioni, ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta: il risultato è che domani inizia un nuovo anno scolastico, ma si porta con sé tutti i problemi dell’anno precedente. In particolare, come abbiamo evidenziato nel corso dell’iniziativa EMERGENZA MOLISE svoltasi a Guglionesi lo scorso 7 settembre, la situazione dell’Edilizia scolastica resta drammatica, così come certificato dall’Anagrafe Regionale, consultabile sul sito della Regione Molise.

Basti pensare che dei 365 edifici censiti i due terzi non sono adeguati alla normativa antisismica, oltre la metà è privo del certificato di agibilità e un terzo risulta addirittura non accatastato.

La situazione degli edifici scolastici preoccupa in tutta la regione, da Campobasso ad Isernia, da Agnone a Guglionesi e Portocannone, per non dimenticare Colletorto, Santa Croce di Magliano e Rotello, dove a distanza di ormai 16 anni dal sisma ancora si fa scuola nelle casette prefabbricate. Non è possibile ricordarsi delle criticità solo quando inizia la scuola, magari posticipando ancora l’apertura delle scuole per trovare soluzioni d’emergenza. L’edilizia scolastica deve essere una priorità, lo abbiamo chiesto al Governo nazionale e lo chiediamo alla delegazione parlamentare molisana che si sta distinguendo per la sua inerzia. E’ necessario un vero e proprio piano Marshall con massicci investimenti sulle infrastrutture e sull’edilizia scolastica.

Siamo consapevoli, però, che le risorse da sole non  bastano, come dimostrano gli errori fatti in passato, quando si sono costruite vere e proprie cattedrali nel deserto, con strutture scolastiche drammaticamente vuote. Le problematiche relative all’edilizia scolastica devono essere affrontate di pari passo con la necessaria riorganizzazione dell’offerta formativa scolastica regionale. La presenza di istituti sottodimensionati e di pluriclassi, la duplicazione di indirizzi, rende non più rinviabile un nuovo piano di dimensionamento scolastico (l’ultimo è scaduto nel 2016), così come una nuova Legge che regolamenti tutto il sistema d’Istruzione e formazione regionale.

La scuola molisana negli ultimi anni sta andando incontro ad un vero e proprio spopolamento: i dati MIUR certificano che dal 2006 ad oggi siamo passati da 47.335 a 38.118 alunni (quasi 9000 alunni in meno, 877 nell’ultimo anno scolastico). Il numero degli alunni potrebbe facilitare processi di aggregazione virtuosa tra scuole, volti a mettere in comune esperienze, strutture e servizi, evitando inutili duplicazioni. Le linee guide regionali però, approvate sottotraccia dalla Giunta Regionale con delibera 684 del 06/08/2018 non lasciano ben sperare. In sostanza, lungi dal voler riprogrammare l’offerta formativa regionale, sembrerebbe che ci si limiti ad aggregare le scuole sottodimensionate, magari con la creazione dell’ennesimo istituto Omnicomprensivo, che invece, ricordiamolo,  dovrebbe rappresentare l’eccezione (ne sono presenti una novantina in tutta Italia, di cui ben sette nel solo Molise).In tal caso, andrebbe avanti inesorabile il lento declino del sistema d’istruzione molisano, con un dimensionamento che avverrebbe nel tempo, non con la programmazione, ma per consunzione.

Infine, proseguirà anche quest’anno il taglio degli organici del personale docente ed ATA. In un decennio abbiamo perso circa 900 docenti curriculari. e circa 500 posti di lavoro relativi al Personale ATA. A fronte di tali numeri e considerata la situazione ed il fabbisogno delle Istituzioni scolastiche della nostra regione, riteniamo che sia necessario rivedere i criteri decisi a livello nazionale con cui si determinano le dotazioni organiche, sostanzialmente fermi al parametro numerico degli alunni. Si tratta di criteri che penalizzano i nostri Istituti scolastici che in molti casi sono composti da più plessi disseminati in aree interne, determinando una complessità sconosciuta alle scuole delle aree metropolitane o comunque ad alta densità demografica.

La politica regionale non si è interessata alla questione, con il risultato che abbiamo dovuto cedere al mero criterio numerico, che ci penalizza. Riteniamo che il tema relativo al futuro dell’istruzione pubblica nella nostra regione debba rappresentare  una priorità.

Chiederemo un incontro su questi temi con tutta la delegazione parlamentare e torniamo a sollecitare la Regione Molise affinché si adoperi per quanto di competenza. Ai tanti annunci e alle dichiarate intenzioni sull’importanza e sulla centralità dell’istruzione è necessario dar seguito con fatti concreti partendo da un forte ascolto di chi opera quotidianamente nelle scuole del Paese, e di chi quei bisogni li rappresenta, per arrivare a proposte  di riorganizzazione capaci di mettere al centro la qualità del sistema formativo regionale”.

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