REGIONE – Presentato il nuovo programma Iresmo, Toma: “Ancora da decidere se l’Istituto sarà finanziato o chiuso”

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CAMPOBASSO – Presentato il nuovo programma dell’Iresmo, l’Istituto regionale per gli studi storici del Molise.

Questa mattina, presso la Sala del Parlamentino di Palazzo Vitale, il presidente dell’Iresmo Nella Rescigno, il presidente del Comitato scientifico Giuseppe Pardini e il governatore della Regione Molise Donato Toma hanno illustrato la road map per il prossimo trienno. L’Istituto intitolato a Vincenzo Cuoco, fondato nel 1977, dopo uno stop degli ultimi anni riparte con tante novità, più vicino alla scuola e agli enti locali “affinché la conoscenza storica contribuisca a formare l’identità della regione”, come ha spiegato Nella Rescigno.

Tra bandi e borse di studio, anche un premio per la ricerca intitolato a Giorgio Palmieri, scomparso recentemente. Inoltre, l’Iresmo sarà più presente anche sul web attraverso un nuovo piano di comunicazione, utile anche a far conoscere il Molise fuori regione. Ma non finisce qui, Pardini infatti ha annunciato uno studio sulle frane in Molise, con un approfondimento su quella di Civitacampomarano.

Dal 2013 l’Istituto ha iniziato a ricevere meno fondi dalla Regione, interrompendo in parte la sua attività. Proprio su questo punto è intervenuto il presidente Toma che, senza sbilanciarsi più di tanto, ha dichiarato di voler sottoporre la questione Iresmo alla Giunta. Secondo il Governatore, infatti, per operare l’Iresmo ha bisogno di un contributo che verrà erogato solo dopo un’attenta verifica della sua attività.

“Non posso dire se manterremo in vita l’Iresmo o lo chiuderemo. – ha detto Toma – Oggi c’è un programma delle attività più dettagliato, plaudo a queste iniziative, ma bisogna vedere se la squadra funzionerà e su questo saremo molto attenti. Sottoporrò all’attenzione della Giunta il ‘caso’ per decidere se l’Istituto va finanziato, ripensato o eventualmente chiuso. A noi la storia serve, ma deve essere quella spendibile per il futuro. Ogni cosa deve avere un senso non fine a se stesso ma in grado di avere una ricaduta sulla crescita del Molise. Monitoreremo l’Iresmo, Molise Cultura, Finmolise e tutti gli altri enti regionali, oltre ai miei assessori, per vedere se sono stati raggiunti i vari obiettivi”.

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