POLITICA – Irrompono in Consiglio gli ex Ittierre. Per loro la promessa di altri 5 mesi di ammortizzatori sociali. Documento comune su scuole sicure

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Assicurazioni Fabrizio Siravo

CAMPOBASSO – Consiglio regionale, convocazione su un tema di sempre, edilizia e sicurezza scolastica, ma in anteprima si registra il rientro in Consiglio regionale di Michele Iorio e la protesta dei dipendenti ex Ittierre.

Dunque, l’ex Governatore Iorio ricompare in aula a palazzo D’Aimmo dopo averla lasciata con la sentenza in appello, in primo grado assolto,  che lo aveva condannato per Zuccheropoli. Per la Cassazione, ultimo grado di giudizio, qualche giorno, “il fatto non sussiste” e perciò l’ex presidente della Giunta regionale per 12 anni alla guida dell’esecutivo, inquilino prima di palazzo Santoro in via XXIV Maggio e poi di palazzo Vitale in via Genova si registra il ritorno nell’assemblea consiliare di via IV Novembre dove conferma di appartenere al centrodestra fa richiesta di essere ospitato nella sede di palazzo D’Aimmo dove opera il gruppo che lo ha candidato per l’assise consiliare e di voler lavorare nella Seconda commissione.

Sulla rivendicazione di un posto in Giunta non si pone su forzature dialettiche e quindi politiche dichiarandosi disponibile a sostenere la maggioranza e pertanto ad allinearsi con il governo Toma. Quest’ultimo sulle ambizioni dell’ex governatore chiarisce che il problema eventuale di un allargamento della Giunta spetta alla valutazione della maggioranza.

Poi c’è l’ennesima protesta di lavoro.

Oggi è toccato ai dipendenti ex Ittierre senza lavoro e perciò senza ammortizzatori sociali sul lastrico sociale e finanziario hanno “assediato” la sede del Consiglio appellandosi al governo regionale di recuperare spazi occupazionali in eventuali riconversioni programmatiche che lascino possibilità di reimpiego o quantomeno forme di paracaduti previdenziali sebbene a termine che tutelino la loro dignità di sopravvivenza sociale. Il presidente Toma spiegando che la Regione non può fare impresa e che pur avendo il compito morale di riassegnare un occupazione a chi lo ha perso, precisa che si impegnerà a sostegno dell’ex Ittierre affinché quei lavoratori abbiano almeno per i prossimi 5 mesi ristoro attraverso ammortizzatori sociali. Poi probabilmente dovranno essere reperite altre forme di politiche attive che possano coinvolgere unità lavorative che comunque conservano una professionalità notevole avendo lavorato per decenni nella produzione di abbigliamento di alta moda.

Edilizia scolastica e sicurezza delle scuole. E qui maggioranza e opposizione sembrano avere punti di convergenza nell’elaborazione di un progetto e quindi di interventi che abbiano le stesse finalità

Il dibattito continua. Si è discusso, infatti,  nel pomeriggio fino a sera il Piano triennale scolastico a cui si è aggiunto anche il documento dei Cinque Stelle e del partito democratico che costituisce un valore aggiunto a quanto è possibile mettere in campo nella riprogrammazione della qualità strutturale della sicurezza degli edifici scolastici e dei servizi alla popolazione anche a quella colpita dal terremoto del 14 e 16 agosto scorsi. Un documento tecnico a garanzia della delicatezza del problema che in questo momento certamente è stato affrontato con una buona e onesta convergenza di intenti votato dall’aula all’unanimità. Si prevedono, sula contabilità finanziaria dei futuri interventi, diciassette milioni di euro spalmati su 12 interventi per le scuole delle province di Isernia e Campobasso a cui si aggiungono i 3,6 milioni di euro per i plessi scolastici di Palata Guglionesi e Portocannone. Mancano gli 11 milioni di euro di Campobasso che l’amministrazione Battista ancora tiene fermi e da destinare alla programmazione edilizia scolastica del capoluogo regionale. Su questo si è soffermato anche l’assessore regionale ai lavori pubblici Niro lamentando e quindi sottolineando le incertezze e i ritardi nella spesa. Intanto ancora proteste di lavoratori che chiedono un posto dove prendere uno stipendio vero. Presso sede del Consiglio insieme agli ex Ittierre c’erano anche gli ex cantonieri della Provincia di Isernia e altri disoccupati usciti dal ciclo di lavoro e quindi produttivo di aziende a fabbriche che da tempo hanno chiuso i battenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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