POLITICA – Pd, segretario regionale cercasi. Intanto non si placano gli scontri interni

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CAMPOBASSO – Il Partito democratico regionale, sulla scorta di quello nazionale, cerca una luce lungo una strada ancora tutta da identificare nel suo turbolento e indefinibile cammino. Ieri sera assenti il sindaco di Campobasso Battista e la segretaria uscente Fanelli in un’assemblea regionale tenutasi a Isernia, soliti nomi, soliti volti al centro di consumate litanie e urticanti accuse reciproche e generali, si è deciso. Primarie il 16 dicembre e presentazione delle liste per quest’ultime entro il 12 novembre.

Niente di nuovo da registrare se non una confusione generale sul presente e sul prossimo futuro per il quale si vede poca unità in tutto  che certamente, detto in modo grossolano e retorico,  ancora di più oggi si avverte, tra le altre cose, quale causa imprescindibile del forte declino di un partito che aveva qualche anno fa il 41 per cento sceso oggi al 17%.  Andiamo ai fatti. I candidati alla segreteria regionale per il “rilancio” del Pd da cui ognuno dichiara di potersi tirare indietro in nome non si sa di cosa ma a cui tutti, pensiamo, vogliono rimanere attaccati, potrebbero essere Vittorno Facciolla consigliere regionale in carica, Laura Vennittelli ex parlamentare nella legislatura Renzi, e Carlo Veneziale candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra alle ultime Regionali. Nomi a cui potrebbero aggiungersene altri legati a varianti del partito che fanno riferimento alla società civile per i quali molti spingono per riadeguare lo stesso Pd ad una linea fuori dalle istituzioni e dalla politica ufficiale praticata, o a chi in questo momento, dopo le batoste recenti, se ne sta per i fatti propri ma che è pronto a  riavvicinarsi al tavolo del gioco per proporre la propria carta o di un fidato luogotenenete per le Primarie.

Un contesto dove, è inutile negarlo, non si respira un’ aria politica volta ad una decisa ma responsabile ricostruzione ma dove invece covano alcuni indistruttibili risentimenti personali legati al passato e alla gestione partitica sul territorio alimentando all’interno dell’assemblea regionale uno scontro evidente che è forte e palpabile. Quello  tra Facciolla e la Vennittelli è lampante, si legge dal dialogo aspro che spesso hanno nei luoghi del confronto, poi c’è il continuo rinfacciarsi su quanto è stato commesso nel passato appena alle spalle che ha fatto precipitare il Pd all’opposizione con numeri inimmaginabili e quindi il continuo piangersi addosso e buttarsi colpe l’uno contro l’altro. Momenti e atteggiamenti  che sono respinti dalla base da coloro che evidentemente a questo punto cercano una guida autorevole che riesca a tenere uniti tutti sulle persone e sul programma fuori dai velleitarismi singoli e collettivi  guardando alle prospettive del futuro con nuove idee e perché no con facce fuori dalla politica e dalle istituzioni. Sono ipotesi che si affacciano preponderanti anche dalla visione di una parte del Pd che ammonisce a non  sbagliare una mossa avendo alle porte da qui a sei mesi le Europee e le Amministrative.

il direttore

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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